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Questo articolo è stato pubblicato il 22 marzo 2012 alle ore 19:22.
L'ultima modifica è del 22 marzo 2012 alle ore 18:03.

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ISOLA DEL GIGLIO - «Consentiremo ad altre famiglie di poter piangere i propri congiunti». Franco Gabrielli, commissario delegato all'emergenza dell'Isola del Giglio, ha annunciato oggi con commozione il ritrovamento di altre cinque corpi sotto lo scafo della nave da crociera Costa Concordia, naufragata la sera del 13 gennaio scorso con 4.229 persone a bordo. E lo ha fatto proprio all'isola del Giglio, nel corso della conferenza stampa indetta da Costa Crociere all'hotel Bahamas per annunciare la conclusione delle operazioni di svuotamento dei serbatoi della nave. I corpi rinvenuti salgono così a 30, mentre 2 mancano ancora all'appello.

«Ci vorranno alcuni giorni per recuperare questi corpi, che si trovano tra lo scafo e il fondale», ha precisato Gabrielli. «La notizia ci provoca forte dolore e cordoglio per i familiari delle vittime", ha aggiunto il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato.

Sul fronte ambientale, il commissario Gabrielli ha sottolineato che il pericolo legato alla presenza di oltre 2.000 tonnellate di carburante «oggi non esiste più». Ma non si è spinto a dichiarare scongiurato il disastro ecologico: «Avremo risolto i nostri problemi dal punto di vista ambientale quando avremo rimosso la nave», ha precisato. Il dato confortante, sottolineato da Costa Crociere, è che il confronto tra le analisi sulla qualità dell'acqua effettuate il 22 gennaio e quelle effettuate il 19 marzo «non ha messo in luce modificazioni», come ha spiegato il responsabile politiche ambientali della compagnia, Ernesto Gori.

Le operazioni di svuotamento dei serbatoi, eseguite dall'olandese Smit e dalla livornese Neri, si concluderanno tecnicamente domani, 23 marzo, dopo 32 giorni lavorativi; hanno richiesto l'impiego di 20 mezzi tra piattaforme, cisterne, rimorchi, navi-pontone e navi per la pulizia e la depurazione delle acque e di 100 persone. Per adesso sono stati aspirati 1.960 metri cubi di idrocarburi (olio pesante e diesel) e 240 metri cubi di acque di scarico. Mancano da aspirare 37 metri cubi di acque di sentina e 60 metri cubi di olio pesante. «Le operazioni si sono svolte secondo i piani, senza alcun tipo di problemi», ha precisato Corrado Neri della ditta Neri.

Per Costa Crociere il defueling è stato un investimento «superiore a dieci milioni di euro», ha precisato il direttore Onorato, che ora sarà seguito da un'altra fase altrettanto costosa, quella che tecnicamente si chiama «care taking». In sostanza, si tratta di ripulire i fondali e la superficie da tutti i materiali fuoriusciti dalla nave (già mappati da un robot), operazione che è stata affidata anch'essa all'associazione di imprese Smit-Neri e che richiederà 30-60 giorni con l'impiego di otto mezzi marini e di 42 persone.

La terza operazione sarà quella della rimozione della nave che, ha assicurato Onorato, «sarà rimossa intera». Ci vorranno 9-11 mesi per farlo, a opera del raggruppamento di imprese che sarà scelto entro il prossimo aprile (sei le offerte pervenute). Le operazioni dovrebbero dunque cominciare in maggio, per concludersi nel marzo 2013, in tempo per la stagione turistica del prossimo anno. Tra i criteri per individuare la società che rimuoverà la nave – ha assicurato Gabrielli – l'offerta economica peserà solo il 10 per cento.

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