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Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2012 alle ore 09:32.

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Così Bolt stabilirà il nuovo record sui 100 m (Reuters)Così Bolt stabilirà il nuovo record sui 100 m (Reuters)

Le Olimpiadi di Londra non sono ancora cominciate e la caccia ai nuovi record è già partita. Tra i più attesi, inutile dirlo, c'è quello che potrebbe regalarci l'uomo più veloce del mondo, il giamaicano Usain Bolt, l'atleta che in un anno, dalle Olimpiadi di Pechino del 2008 ai Mondiali di atletica di Berlino del 2009, è riuscito ad abbassare due volte il tempo in cui correre i 100 metri, arrivando a fermare il cronometro a 9 secondi e 58 centesimi. E, come tutti ricorderanno, apparentemente senza grande sforzo. Arriverà Bolt a frantumare anche questo limite la prossima estate, magari scendendo sotto i 9 secondi e mezzo? Ebbene sì, potrà farcela, e anzi potrà farcela, ancora una volta, senza molta fatica. Ovvero senza aumentare la propria velocità. Possibile? Possibile sì, parola di matematico. Ad azzardare il pronostico, infatti, è John D. Barrow, che insegna scienze matematiche alla prestigiosa Cambridge University britannica, non molto lontana dal luogo in cui effettivamente lo sprinter giamaicano cercherà di stupire il mondo. Quello di Barrow non è un azzardo statistico, bensì un calcolo preciso, che tiene conto del modo in cui si svolge la gara più corta e più intensa delle Olimpiadi. Bolt, ha spiegato il professore, che su questo tema ha tenuto vere e proprie lezioni , è certo il corridore più veloce, ma non è quello capace di fare meglio in ogni parte della gara. A parte le distrazioni che volentieri si concede all'arrivo, quando ha già surclassato gli avversari e può platealmente rilassarsi (rivedere il finale della gara di Pechino, se per caso ve la foste dimenticata), gli esperti di atletica sanno che neanche il suo tempo di risposta allo sparo è il massimo che potrebbe ottenere. Così, calcola Barrow, gli basterebbe uscire dai blocchi un po' più in fretta, per esempio in 13 centesimi di secondo, che sono ben al di sopra dei 10 centesimi concessi dal regolamento (sotto questa soglia scatta la falsa partenza, perché è considerato umanamente impossibile reagire allo sparo più velocemente di così) per battere se stesso. E se poi il vento fosse quello giusto, come direzione come intensità, per aiutarlo quanto basta, allora il cronometro potrebbe fermarsi anche a 9 e 40. Abbastanza da mandare il pianeta nuovamente in delirio per lui.
Barrow, che è un serio scienziato ma anche un appassionato divulgatore, negli anni ha scritto libri per aiutare le persone a capire un po' meglio tanti fenomeni quotidiani che hanno a che fare con la matematica, dalle code in autostrada alle possibilità di vincere nei giochi d'azzardo, ma anche i principi dell'universo (è pure cosmologo). Uno dei suoi titoli più fortunati è stato "100 cose essenziali che non sapete di non sapere", di cui adesso il matematico ha voluto scrivere un seguito interamente dedicato a serissime curiosità sul modo in cui si possono guardare e magari migliorare le prestazioni degli atleti facendo ricorso a qualche formula matematica: "100 essential things you didn't know you didn't know about sport" (per ora solo in inglese). Dove si può scoprire, tra le altre cose, quale dovrebbe essere la posizione dei vogatori nel Quattro-senza e nell'Otto-senza per minimizzare lo sbandamento dell'imbarcazione nell'acqua e perché il Triathlon non sia poi congegnato in maniera davvero equa, dal momento che gli atleti passano più della metà del tempo della gara in sella a una bicicletta, poco più del 28% correndo e poco meno del 17% nuotando, mentre il peso dei tre sport dovrebbe essere più equilibrato. Nell'anno delle Olimpiadi, Barrow avrà facilmente calcolato quanto potrà vendere il suo libro avvicinandoci alla cerimonia di inaugurazione del 27 luglio prossimo.
paolo.magliocco@videosceinza.it

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