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Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2012 alle ore 08:02.

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Lionel Messi (Ap)Lionel Messi (Ap)

di Lara Vecchio
Crolla anche l'ultimo baluardo italiano in Europa. E pensare che un po' ci avevamo creduto tutti alla possibilità di un exploit. In fondo, se non il Milan, chi? Chi altro avrebbe potuto provare a sgambettare i marziani catalani? E invece niente da fare. Fuori tutti. Con qualche rimpianto e un po' di sfortuna. Sfortuna che da qualche tempo perseguita i rossoneri sul fronte delle decisioni arbitrali. Dopo il gol fantasma di Muntari, e i fortissimi dubbi su quello annullato a Robinho contro il Catania, ecco il rigore generoso concesso ad un Barcellona che non ha certo bisogno di aiutini per andare avanti. Due rigori e un gol di Iniesta. Quello di Nocerino, se parliamo di freddi numeri, non sarebbe comunque bastato. Troppo Barca, anche se meno devastante e spettacolare di altre volte. E un Milan che forse si è rassegnato con un po' troppo anticipo temendo di scoprirsi troppo e di esporsi a una goleada.

Per pochi minuti i rossoneri hanno assaporato il gusto dell'impresa. Poi si sono arresi ai padroni del calcio. E se qualche speranza era stata riposta nel ritorno in campo di Pato, anche questa illusione è durata un soffio. Un quarto d'ora in campo e di nuovo il buio, un ennesimo infortunio. Insomma, nella notte del Camp Nou tutto è andato nel verso sbagliato. Sapendo che non avrebbe avuto grande autonomia, Allegri aveva previsto la staffetta con Boateng a partita in corso, ma mai si sarebbe aspettato di dover effettuare un doppio cambio. Guardiola invece riserva una sorpresa che non era trapelata neppure nelle ore precedenti al match. Fuori Sanchez, dentro Cuenca schierato in attacco con Messi e Fabregas. La partita, neanche a dirlo, la fanno i padroni di casa. Solito canovaccio. Pressing alto, recupero palla, scambi veloci e inserimenti, ma sotto porta i blaugrana non sembrano particolarmente ispirati. Messi chiama in causa Abbiati con un tiro non irresistibile parato in due tempi, poi ci prova con un diagonale che termina incredibilmente fuori.

La gara si sblocca su un primo sacrosanto, questo sì, calcio di rigore che Anonini non può evitare per riparare un errore di Mexes. Il fallo è talmente solare che lo stesso Nesta manda a quel paese il francese. La ‘pulce' angola così bene che Abbiati, pur buttandosi dalla parte giusta, non può arrivarci. Son passati solo 10' e il Milan attacca a testa bassa quando riesce a mantenere palla abbastanza per costruire un'azione d'attacco. Ci prova Boateng con una soluzione ambiziosa ma la palla finisce sull'esterno della rete. Ancora Messi contro Abbiati, ma il tiro è abbordabile e il portiere rossonero lo blocca senza grandi affanni. Serve il guizzo per continuare a sperare e il Milan è abbastanza abile da approfittare del primo svarione difensivo della retroguardia catalana. Con l'unico guizzo di serata Ibrahimovic serve una splendida palla a Nocerino.

E' il suo primo gol in Champions League in una stagione personale da incorniciare, un diagonale che riaccende la speranza e che momentaneamente qualifica la squadra di Allegri. Sono quei momenti strani in cui si ha la sensazione che, pur mancando più di mezza partita, la mossa successiva sarà determinante per l'esito finale. Momenti in cui gli equilibri sono destinati a spezzarsi. E l'episodio decisivo, seppur ineccepibile in termini regolamentari, lascia la bocca amarissima, perché di trattenute come quella di Nesta su Busquets ne rimangono impunite a centinaia ogni domenica senza che nessuno gridi allo scandalo. Tant'è. Messi torna sul dischetto e sceglie la parte opposta rispetto al primo rigore. C'è ancora un tempo per recuperare e se vale il solito discorso della coperta corta quando si è costretti ad attaccare a testa bassa, con il Barcellona la coperta si trasforma in un fazzoletto. Se hanno campo i catalani non perdonano. Il terzo gol del Barca, firmato Iniesta, taglia gambe e speranze al Milan. Scoprirsi e giocarsi il tutto per tutto rischiando il naufragio? No, il Milan dà l'impressione di provarci, ma con cautela. E ovviamente non può bastare. Dopo il cambio Aquilani-Seedorf scatta l'ora del ‘papero'. Un'unica chance per lui, che non arriva su una buona palla davanti al portiere. Poi si infortuna di nuovo e, uscendo dal campo per far posto a Maxi Lopez, si trascina con sé le residue speranze rossonere di riacciuffare la gara per i capelli. L'antidoto anti Barca è ancora fantascienza.

Qualificazione sul velluto per il Bayern Monaco che con una doppietta di Olic batte il Marsiglia. Stasera in campo il Real Madrid contro l'Apoel Nicosia e il Chelsea contro il Benfica (da questa sfida uscirà la sfidante del Barca in semifinale).

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