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Questo articolo è stato pubblicato il 08 aprile 2012 alle ore 16:08.

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Il premier Mario Monti e il presidente dell'Aurorità nazionale palestinese, Abu Mazen (Ap)Il premier Mario Monti e il presidente dell'Aurorità nazionale palestinese, Abu Mazen (Ap)

Monti da Gerusalemme è tornato a ribadire che la riforma del lavoro rende il mercato molto più flessibile e meno dualistico a favore dei lavoratori. È una riforma «bilanciata» che rende il mercato del lavoro più efficiente. Così il presidente del Consiglio alla cena con il presidente israeliano Shimon Peres. Oltre al ddl lavoro Monti ha anche ricordato come «la lotta all'evasione fiscale, un grande pacchetto di liberalizzazioni e la riforma delle pensione», sono state le «misure che hanno portato dei risultati come la riduzione dello spread e la recuperata capacità del Tesoro di finanziarsi». Il premier è poi tornato a riconoscere il grosso passo avanti fatto «dai tre maggiori partiti» nel sostenere il suo esecutivo: «Prima non si parlavano», mentre ora lo fanno, «nel segno di una responsabilità nazionale che molti all'interno e all'estero non accreditavano alla classe politica italiana». Infine l'opinione pubblica italiana che secondo il premier «deve essere più matura di quanto si pensi perchè stranamente il consenso è sceso gradualmente e molto lentamente, e in misura modesta. Più lentamente rispetto ad altre entità», nonostante «le dure misure prese» per far fronte alla crisi.

Il premier in Palestina e Israele

Il processo di pace in Medio Oriente è «un elemento centrale per la stabilità» dell'intera regione. Lo ha sottolineato il premier Mario Monti al termine dell'incontro a Ramallah con il presidente dell'Aurorità nazionale palestinese, Abu Mazen, ribadendo che questo processo «non deve essere oscurato» da altri dossier se «vogliamo che la Primavera araba si concluda con una regione in pace e stabilità». Per raggiungere questo obiettivo «dobbiamo risolvere la questione» Israelo-Palestinese, ha aggiunto il premier. Abu Mazen ha definito il premier Monti "un caro ospite della Palestina". «È un vero onore e un grande piacere averla incontrata», ha detto a Monti, ribadendo la storica amicizia italo-palestinese e auspicando «relazioni sempre più strette». Mario Monti ha anche incontrato a Cesarea, sulla costa israeliana, il premier dello Stato ebraico, Benyamin Netanyahu.

Negoziato per raggiungere un'intesa per il Medio Oriente
L'Italia sostiene in Medio Oriente la soluzione di «due Stati» per Israele e palestinesi che vivano «in pace l'uno accanto all'altro» da raggiungersi attraverso «il negoziato», ha detto Monti a Ramallah con il presidente dell'Anp Abu Mazen. L'Italia sostiene «pienamente» gli sforzi del Quartetto per il Medio Oriente (Ue, Onu, USA, Russia) che si terrà a metà aprile si riunirà per rilanciare il negoziato di pace, ha ribadito Monti. «Bisogna ristabilire la fiducia al fine di superare lo stallo negoziale», ha sottolineato, e «fare il possibile per scongiurare il ritorno della violenza nei Territori».

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