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Questo articolo è stato pubblicato il 02 maggio 2012 alle ore 14:31.

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Il primo rapporto sulla spending review punta l'obiettivo su cinque anomalie del sistema. Si va dalla struttura della spesa pubblica italiana al costo della produzione dei servizi pubblici, dall'aumento della spesa dovuto alle diffuse carenze nell'organizzazione del lavoro all'evoluzione della spesa che ha visto aumentare fortemente la spesa sanitaria e calare quella in istruzione. Per finire, non funziona il rapporto centro periferia che spesso fa lievitare i costi nei piccoli centri. Ecco una rapida sintesi dei cinque punti.

La struttura della spesa pubblica italiana non ha flessibilità di gestione
Qual è la struttura della spesa pubblica italiana? In alcuni settori si spende troppo, in altri troppo poco. Vediamo perchè. Per esempio, per la fornitura di servizi pubblici e per il sostegno agli individui in difficoltà economica in Italia si spende meno della media dei Paesi Ocse. Al contrario, invece, le spese per i consumi pubblici e per le pensioni superano la media europea. Queste due voci valgono circa 320 miliardi di euro, una cifra che ostacola la flessibilità di gestione e adattamento della risposta pubblica alle domande provenienti dall'economia.

Al costo della produzione dei servizi pubblici non corrisponde un adeguato livello di qualità
L'aumento dei costi di produzione dei servizi pubblici (scuola, sanità, difesa, giustizia, sicurezza) non è stato accompagnato da un adeguato livello di qualità. Dai dati Istat emerge che queste spese sono cresciute in trenta anni, dal 1980 al 2010, molto più rapidamente dei costi di produzione dei beni di consumo privati. Se i costi del settore pubblico fossero aumentati nella stessa misura del settore privato, la spesa per i consumi collettivi oggi sarebbe stata di 80 miliardi di euro più bassa.

La scarsa organizzazione fa aumentare la spesa
C'è poi l'aumento delle spesa dovuto alle diffuse carenze nell'organizzazione del lavoro all'interno delle amministrazioni, nelle politiche retributive e nelle attività di acquisto dei beni necessari per la produzione.

Aumenta la spesa sanitaria, cala quella dell'istruzione
Esaminando l'evoluzione della spesa e la sua governance, ci si rende conto che negli ultimi vent'anni la spesa sanitaria in rapporto al Pil è aumentata passando dal 32,3 % al 37%, mentre la spesa per l'istruzione è scesa dal 23,1% al 17,7 per cento. Il fenomeno è legato sia all'andamento demografico (l'Italia è un paese che invecchia), in parte a decisioni che riguardano la sfera politica e la struttura degli interessi costituiti.

Lievitano i costi nei piccoli centri
La quinta anomalia è nel rapporto centro-periferia, per cui gli enti locali esercitano le stesse funzioni, a prescindere dalle dimensioni e caratteristiche territoriali. Ciò porta a una lievitazione dei costi negli enti con un numero inferiore di abitanti.

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