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Questo articolo è stato pubblicato il 12 maggio 2012 alle ore 15:27.

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Condanna e risarcimento ai giornalisti Mediaset «vittime» delle sue incursioni. Il tribunale monocratico di Roma ha inflitto a Gabriele Paolini, il 'teledisturbatore', alias cavalo pazzo, sei mesi di reclusione oltre al pagamento, a titolo di risarcimento danni, di 30mila euro complessivi di cui la metà da versare subito alle parti offese: i giornalisti Fabio Tamburini, Cristina Bianchino e Lorenzo Montersoli.

Gi episodi risalgono, in particolare, al 13 e il 15 dicembre 2008 e il 12 gennaio 2009, con Paolini che, alle spalle dei cronisti, mostrava «il segno delle corna» o gridava «frasi sconnesse», come recita il capo di imputazione.

«Non mi aspettavo questa condanna alla provvisionale immediatamente esecutiva», ha commentato, a fine udienza, Paolini che ha annunciato aver fondato anche un partito politico. «Si chiama 'Basta il coraggio', una massima che si ispira a Gabriele D'Annunzio. Ma non ho alcuna intenzione di candidarmi, è solo un modo per poter dire la mia». Leggendarie alcune sue incursioni video che ormai fanno parte della storia delle televisione italiana. Una su tutte quella con Paolo Frajese ai mondiali di Francia del 1998, con il compianto Frajese che lo prende a calci.

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