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Questo articolo è stato pubblicato il 21 maggio 2012 alle ore 19:26.

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La Torre dell'Orologio a Finale Emilia (Modena) prima e dopo le lesioni (ANSA / LUCA CAROZZINO)La Torre dell'Orologio a Finale Emilia (Modena) prima e dopo le lesioni (ANSA / LUCA CAROZZINO)

Ha resistito a 800 anni di guerre, bombardamenti, temporali e nevicate. Aveva resistito anche ai terremoti, fino a ieri, quando si è sgretolata davanti agli occhi del mondo, la Torre dei modenesi, il monumento storico di Finale Emilia venuto giù assieme alla pace di questo comune a cavallo tra le province di Modena e Ferrara.

Le immagini di quel che ne resta sono la fotografia del disastro al patrimonio storico e artistico di un territorio che ha sempre amato e custodito con campanilistico orgoglio le sue torri, le chiese, i chiostri e i castelli.

La terra d'Emilia spaccata dal sisma è terra di storia medioevale: i monumenti strappati via al futuro sono infatti per lo più datati ai secoli bui dello scorso millennio. Piccoli capolavori che non potevano contendere turisti a Ravenna o a Firenze, ma che a chi si avventurava su per le strade della Bassa (Padana) si presentavano inaspettati e, forse per questo, ancor più belli.

Da ieri la sorpresa di un Guercino nascosto in un oratorio di provincia (quello della Chiesa di San Carlo a Finale Emilia) non esiste più, spazzata via dall'imprevedibilità e dalla violenza di un terremoto. Oggi si fa l'appello di chi ha resistito: nessuno. "La prima cosa che mi viene da dire pensando a quello che è successo – spiega Ciro Imperato, comandante dei Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri dell'Emilia Romagna, che sta girando tra le macerie dei monumenti per cercare di capire cosa ha resistito e cosa no – è che questo terremoto è stato chirurgico nella scelta dei suoi obiettivi. Non c'è monumento o palazzo storico delle zone colpite che ne sia stato risparmiato. Nessuno".

E allora si incomincia la conta di un danno che Imperato definisce "inestimabile":
Modena: danni al Tempio monumentale che è stato chiuso, alla chiesa di Sant'Agostino dove sono caduti dei calcinacci e all'ex chiesa di via San Carlo.
Finale Emilia (Modena): la Torre dei Modenesi, la Chiesa di San Carlo e il castello (che ha resistito solo nella parte appena ristrutturata dal Comune).
San Felice sul Panaro (Modena): danni alla chiesa di Santa Croce e alla Rocca.
Novi (Modena): crollo parziale della navata centrale della chiesa di Rovereto sulla Secchia.
San Possidonio (Modena): sono crollati sia il campanile sia la volta della chiesa.
Ferrara: a franare è stata parte della torretta dei Leoni del Castello Estense, mentre sono stati chiusi in via precauzionale la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei.
Sant'Agostino (Ferrara): crollo di tutta la parte centrale della facciata del Municipio (che da ieri si è trasferito in una scuola del paese).
Mirabello (Ferrara): la Chiesa di San Paolo non esiste praticamente più.
Poggio Renatico (Ferrara): crepe al campanile della chiesa del paese.
Crevalcore (Bologna): crepe al campanile Sammartini e a quello della chiesa di Caselle.
Guastalla (Reggio Emilia): lesioni al palazzo comunale, in particolare alla sala del Consiglio.

Dall'elenco di sicuro manca qualche altro palazzo, qualche chiesa, qualche torretta; ma al momento nemmeno chi sta compiendo i sopralluoghi riesce a fare ordine in questo infinito disordine di macerie di memoria.

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