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La Nazionale di calcio di Cesare Prandelli ha visitato nel corso della mattinata gli ex campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. La delegazione azzurra, atterrata ieri in Polonia, si è trattenuta qualche ora nei luoghi simbolo dei crimini nazisti, perpetrati nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Dopo una visita al museo del lager, giocatori e dirigenti hanno sostato in silenzio per alcuni attimi ai piedi del muro delle fucilazioni, la parete di mattoni rossi teatro delle esecuzioni delle condanne a morte. Gianluigi Buffon ha deposto una corona di fiori bianco-rosso-verdi, mentre tutti i compagni hanno posato un lumino in memoria delle vittime.

«La presenza della Nazionale è importantissima - ha affermato Marcello Pezzetti, direttore del Museo dell'Olocausto di Roma -. Giocatori come Balotelli possono prendere per mano i giovani e evidenziare cosa è successo, in passato, quando non è stato bloccato il razzismo». La visita si è conclusa con l'incontro con i sopravvissuti Piero Terracina, Anna Weiss e Samuel Modiano, i cui racconti tremendi dell'esperienza vissuta a Birkenau hanno commosso molti dei giocatori presenti, seduti sul binario della morte.

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