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Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2012 alle ore 17:48.

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Loris D'Ambrosio (Imagoeconomica)Loris D'Ambrosio (Imagoeconomica)

È morto improvvisamente, per un infarto, all'età di 64 anni, il Consigliere del Presidente della Repubblica Loris D'Ambrosio, di recente al centro delle polemiche per le intercettazioni delle sue conversazioni con l'ex ministro Nicola Mancino con riferimento all'inchiesta Stato-Mafia. Lo ha annunciato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. D'Ambrosio era nato il 12 dicembre 1947.

«Annuncio con animo sconvolto e con profondo dolore - sottolinea una nota del Quirinale - la repentina scomparsa del dott. Loris D'Ambrosio, prezioso collaboratore mio come già del mio predecessore, che ha per lunghi anni prestato alla Presidenza della Repubblica l'apporto impareggiabile della sua alta cultura giuridica, delle sue molteplici esperienze e competenze di magistrato giunto ai livelli più alti della carriera. Egli è stato infaticabile e lealissimo servitore dello Stato democratico», ha affermato.

«Insieme con l'angoscia per la perdita gravissima che la Presidenza della Repubblica e la magistratura italiana subiscono - prosegue la nota del Colle - atroce è il mio rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all'amministrazione della giustizia del nostro Paese. Mi stringo con infinita pena e grandissimo affetto alla consorte, ai figli, a tutti i famigliari e al mondo della magistratura e del diritto».

Anche il vice presidente del Csm, Michele Vietti, a nome personale e dell'intero Consiglio superiore della Magistratura, partecipa al lutto della famiglia e delle Istituzioni per la prematura e improvvisa scomparsa del dottor Loris D'Ambrosio, Consigliere giuridico del Presidente della Repubblica. «La perdita del dottor D'Ambrosio lascia un vuoto incolmabile – ha detto Vietti – sia per i rapporti umani che lo legavano a molti di noi, sia per la straordinaria professionalità che ci verrà a mancare». Da sempre uomo delle istituzioni, ha rappresentato in particolare per il Csm un interlocutore attento, preparato ed equilibrato nel rapporto costante con la Presidenza della Repubblica. «Piangiamo – ha concluso Vietti – la scomparsa di un magistrato che ha illustrato l'intero Ordine, non solo con l'impegno giudiziario ma anche mettendo la sua eccezionale competenza al servizio dello Stato in modo sempre irreprensibile».

Costernazione per la scomparsa di D'Ambrosio è stata espressa anche dal Guardasigilli, Paola Severino, definito in una nota di via Arenula «un servitore dello Stato che ha anteposto fino all'ultimo il senso del dovere alla difesa della sua persona». Sottolineata dal ministro anche la stima e l'apprezzamento generale «negli anni per le sue doti di lealtà istituzionale, mai venuta meno e dimostrata anche quando, nei più difficili momenti, ha deciso di esprimerla in un rispettoso e sofferto silenzio».

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