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Questo articolo è stato pubblicato il 18 settembre 2012 alle ore 15:38.

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Nichi Vendola tenta il passo dietro e minaccia di chiamarsi fuori se le primarie diventeranno il congresso del Pd. Pier Luigi Bersani prova a richiamarlo dentro. Tra i democratici è partita la corsa all'autocandidatura con una sorta di effetto caos e il segretario di Sel ha chiesto chiarezza.
Mette un punto Bersani: «L'affollamento sarebbe un problema ma in ogni caso non ne farei un dramma. Alle primarie francesi c'erano sei candidati».

Gli sfidanti per ora sono: Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, il centrista Bruno Tabacci, l'ex sindaco di Montebelluna Laura Puppato, Pippo Civati (sta valutando), Stefano Boeri, Valdo Spini (più sì che no). Ma anche Rosy Bindi potrebbe scendere in campo e pure i montiani (del Pd) non escludono di presentare un proprio candidato.

Potrebbero essere 8, forse nove i candidati in corsa (due soltanto esterni ai democratici). Erano 7 (Romano Prodi compreso) nel 2005, quando il professore vinse e corse per Palazzo Chigi, ma allora, Prodi a parte, erano tutti esterni ai democratici (Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Ivan Scalfarotto e Simona Panzino).La tendenza si è invertita nel 2007, quando alle primarie che elessero Walter Veltroni primo segretario del Pd, corsero anche Rosy Bindi, Enrico Letta, il blogger Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronski. Allora però la situazione politica era diversa rispetto al 2005-2006, il Pd aveva scelto la «vocazione maggioritaria», includendo nell'alleanza solo Idv e Radicali.

La proliferazione dei candidati non piace a molti tra i democratici e nel centrosinistra, e alcuni ironizzano parlando di primarie dei «7 nani» o «dell"Armata Brancaleone». Intanto la partita si sposta sulle regole per la competizione. Il 25 novembre è la data indicata per il primo turno, con il secondo (se nessuno superasse la soglia del 40%) la domenica successiva. Ma tutto è rimandato all'assemblea nazionale che si riunisce il 6 ottobre. Poi il tavolo dei candidati fisserà le regole, il primo incontro dovrebbe essere il 25 settembre. Obiettivo di alcuni sfidanti è strappare voti al sindaco di Firenze per farli poi convogliare verso Bersani nel secondo turno. Ma il segretario punterebbe a chiudere la partita subito, senza arrivare a una seconda votazione.


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