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Questo articolo è stato pubblicato il 25 ottobre 2012 alle ore 15:51.

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Bruno Solaroli (Olycom)Bruno Solaroli (Olycom)

Ormai alla Procura di Bologna non c'è giorno in cui non venga aperto un nuovo fascicolo a nome di qualche funzionario o dirigente della Regione Emila Romagna per reati che vanno dalla truffa all'abuso d'ufficio. Se ieri a finire sul registro degli indagati era stata Zoia Veronesi, braccio destro di Pier Luigi Bersani, a cui viene contestata la truffa aggravata per avere di fatto lavorato per il partito (da Roma) pur essendo dipendente della Regione, oggi un nuovo faldone reca il nome di Bruno Solaroli.

Bruno Solaroli, nome non nuovo, tra l'altro nelle stanze della Procura. Nome già spuntato nell'inchiesta su Terremerse (quella per cui Vasco Errani è stato rinviato a giudizio per falso ideologico poche settimane fa e per cui si aprirà il processo il prossimo 7 novembre). L'attualità, comunque, è che Solaroli è ora indagato per abuso d'ufficio in relazione al caso Veronesi: secondo l'accusa, condotta dal Pm Giuseppe di Giorgio, il dirigente, all'epoca dei fatti capo di gabinetto della seconda Giunta Errani, firmò nella primavera del 2008 la delibera con cui a Zoia Veronesi veniva affidato l'incarico di curare i rapporti con l'amministrazione centrale e il Parlamento.

Stando alle verifiche Pm Di Giorgio non esiste traccia del lavoro della signora Veronesi a Roma in quell'anno e mezzo in cui ricoprì l'incarico, cosa che oggi le costa l'iscrizione nel fascicolo d'indagine. Parimenti la Procura sembra ritenere doveroso accertare come e perché venne fatta quella nomina, ragione questa per cui spunta il nome di Solaroli. Ancora lui. Architetto imolese, classe 1939, ha fatto tutto l'iter del partito cui ancora appartiene: dal Pc al Pd. Sindaco e parlamentare (per quattro legislature) oggi Solaroli è finito nell'occhio del ciclone che scuote l'amministrazione regionale emiliano romagnola. Lo scorso maggio a tirarlo per la giacchetta e farlo finire sotto la lente della magistratura è stata Filomena Terzini, la funzionaria regionale autrice di quel memoriale che costa oggi a lei, il suo collega Valtiero Mazzotti e allo stesso Errani un rinvio a giudizio. Davanti a un altro Pm, Morena Plazzi, Terzini spiegò che era stato Solaroli, nella sua veste di capo di gabinetto di Errani a fare da intermediario tra il Comune di Imola, di cui era stato sindaco dal '76 all'87, e la Regione riguardo alla variante al progetto della cantina Terremerse al centro di quest'altra inchiesta della magistratura.

Ultima, per ora, novità dalla Regione (che qui ne arrivano almeno due ogni mezz'ora) è che Zoia Veronesi, ancora lei, non era laureata e per questo non poteva avere un ruolo dirigenziale nell'amministrazione regionale (dal gennaio 2011 è in pensione). Un anno fa per lo stesso motivo Marco Lombardelli, capo di Gabinetto del sindaco di Bologna, fu costretto a dimettersi e con tante scuse. Morale della favola, ieri scrivemmo che una nuova tegola era piovuta, dalla rossa Emilia, sulla testa del leader del Pd, oggi non si può che constatare che le tegole emiliane sembrano essere un acquazzone tropicale più che due gocce primaverili.

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