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Questo articolo è stato pubblicato il 04 novembre 2012 alle ore 19:17.

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«Rewind. 50 anni di Fender in Italia». Questo il titolo della mostra che dal 16 novembre al 3 febbraio, al Museo della Musica di Bologna, celebrerà il ruolo della leggendaria chitarra del rock nel corso dell'ultimo mezzo secolo di cultura musicale e visiva italiana. L'allestimento, a cura di Luca Beatrice, mette a confronto il mondo dell'arte con quello della musica attraverso le Fender customizzate e reinterpretate da ventidue artisti italiani e internazionali chiamati a dare una loro lettura del mito. Gli stili e i linguaggi adoperati sono molto diversi, dalla pittura figurativa all'arte concettuale, dall'oggetto all'installazione, dalla street painting alla sound art.

In mostra a Bologna per raccondare lo strumento principe dei concerti, gli italiani Dario Arcidiacono, Alessandro Baronciani, Emanuele Becheri, Carlo Benvenuto, Davide Bertocchi, Valerio Berruti, Cuoghi Corsello, Marica Fasoli, Matteo Fato, FranKoB, Anna Galtarossa, Enrico Ghinato, Ugo Nespolo, KayOne, Giorgio Ortona, The Bounty Killart, Giuseppe Veneziano. Presenti anche artisti internazionali quali Anthony Ausgang, nato a Trinidad e Tobago, ma californiano d'adozione, l'inglese Chris Gilmour, l'argentino Daniel Gonzalez, Hubertus Von Hohenlohe, che vive e lavora a Vienna, il tedesco Hermann Pitz.

Le inedite Fender d'autore dialogheranno con gli elementi visivi e scenografici di una microstoria della musica italiana, che parte dall'inizio degli anni '60 e arriva a oggi: dal Rock degli inizi di Adriano Celentano e dei seguaci di Elvis (Bobby Solo, Little Tony) e quello contemporaneo, di Vasco e Ligabue, dei Litfiba e degli Afterhours. Spazio anche al rock- pop delle canzoni degli Stadio o di Cesare Cremonini, e alle 'voci' dei grandi interpreti italiani, da Gianni Morandi a Tiziano Ferro, da Mina a Laura Pausini accanto alla lunga tradizione del pop melodico che parte da Claudio Baglioni e giunge fino a Biagio Antonacci.

La scelta di raccontare proprio a Bologna uno stile di vita e un segno di riconoscimento della cultura giovanile attraverso la storia di strumento dall'inconfondibile design non è casuale: «Siamo orgogliosi di rendere omaggio alla musica italiana - spiegano Patrizia Bauer e Giorgio Masetti Zannini, presidente e amministratore delegato della M. Casale Bauer che distribuisce Fender in esclusiva per l'Italia - ed in particolare alla cosiddetta Emilia Plain che ha dato molto e molto dara' allo sviluppo culturale del nostro Paese».

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