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Questo articolo è stato pubblicato il 22 novembre 2012 alle ore 07:11.

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Domenica prossima si vota per le primarie che devono designare il candidato premier del centrosinistra. Non è la prima volta. Si sono fatte per Prodi, per Veltroni e da ultimo per Bersani. Ma mai si è avuta veramente la sensazione che il risultato fosse incerto. Questa volta è diverso. È per questo che il primo dato da sottolineare nel sondaggio Cise che presentiamo qui è il grande interesse che circonda questa consultazione (cise.luiss.it). Alla domanda "Pensa che andrà a votare alle primarie del centrosinistra il prossimo 25 novembre?" il 32% degli intervistati risponde affermativamente, mentre un altro 7% è incerto. Si tratta di una quota eccezionalmente alta di potenziali elettori. La maggior parte di loro non andrà certamente a votare. Forse un quarto o poco più lo farà. Tra interesse e comportamento c'è una enorme differenza. Vedremo. In ogni caso questo è un segnale in netta controtendenza rispetto ad altri dati che registrano il profondo distacco fra elettori e politica. Fare le primarie è stata una buona cosa per il Pd e ne va dato merito a chi le ha fortemente volute.

Sull'esito della competizione questo sondaggio evidenzia che all'interno del nostro campione Bersani risulta chiaramente in vantaggio con il 48% delle preferenze contro il 38% di Renzi. È un dato tutto sommato in linea con altre rilevazioni demoscopiche recenti, anche se nel nostro caso la percentuale di voti di Bersani è più alta perché è calcolata solo su chi dichiara l'intenzione di votare escludendo quindi gli incerti e quelli che non rispondono alla domanda. La sorpresa è la bassa percentuale di consensi per Vendola (10%). Gli altri due candidati sono su valori molto bassi.

Sul Sole 24 ore in edicola giovedì 21 novembre il testo integrale dell'articolo di Roberto D'Alimonte con tutti i dettagli del sondaggio condotto da Demetra

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