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Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2012 alle ore 17:27.

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Preservare l'unica riserva della Repubblica attualmente disponibile, ossia l'attuale premier. Per consentire a Monti di succedere a Monti il modo è proteggerne la terzietà. Questa la convinzione espressa implicitamente da Giorgio Napolitano nelle sue esternazioni transalpine.

Evitare che il Professore resti impantanato nei giochi della politica
Il Presidente non sbarra la strada al Monti bis, come qualcuno (forse illudendosi) ha sostenuto. Ma vuole evitare al Professore di rimanere impantanato nei giochi della politica. In altre parole non è affatto vero che il passaggio elettorale, la cosiddetta lista Monti, rafforzi le possibilità del premier di mantenere il domicilio a Palazzo Chigi. Semmai è vero il contrario. Difficile pensare che possa essere incaricato un premier che non abbia alle spalle il partito vincitore delle elezioni. E nessun sondaggista al momento ritiene plausibile la vittoria di un'eventuale lista Monti. Per questo Napolitano suggerisce, in primis agli sponsor del premier e allo stesso Monti, di attendere un'eventuale chiamata negli uffici da senatore a vita di Palazzo Giustiniani, gli stessi che ospitavano Giorgio Napolitano prima di salire al Quirinale.

La sortita del Colle ha spiazzato
È evidente che la sortita del Colle ha spiazzato quanti stavano lavorando alla discesa in campo – più o meno diretta – del Professore. Non solo il nascente partito di Montezemolo e Riccardi e la lista per l'Italia di Casini e Fini ma anche quella parte crescente del Pdl pronta ad appoggiare la conferma del Premier quale «federatore dei moderati». C'è chi sostiene che lo stesso Monti sia rimasto sorpreso. Napolitano ancora una volta ha bruciato tutti sul tempo. Lo fece anche un anno fa, quando chiamò Monti per affidargli la guida del Governo.

Rischio scenario simile a quello dell'autunno 2011
Il rischio che ad aprile possa prefigurarsi uno scenario simile a quello dell'autunno 2011 è alto. I sondaggi attuali danno il Pd di Bersani al primo posto ma con meno del 30% dei consensi. Al secondo posto al momento è quotato il partito di Beppe Grillo (teniamo conto che il Pd ha dalla sua anche la campagna di mobilitazione delle primarie), più in là il Pdl che però sta perdendo pezzi, con Berlusconi pronto a lanciare la nuova Fi. Difficile immaginare oggi quale potrà essere la composizione del prossimo parlamento. Molto dipenderà dalla prossima legge elettorale. Ma non solo. Le recenti tornate elettorali dimostrano che le sorprese sono dietro l'angolo. Deve averlo pensato anche Napolitano che non vuole concludere il suo settennato lasciando bruciare l'unica carta di riserva a disposizione.

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