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Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2012 alle ore 13:17.

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Nella foto Michele BelloccoNella foto Michele Bellocco

Qualche anno fa, Walter Schiavone, boss dei casalesi, se ne fece costruire una identica. I doppi colonnati, le due scalinate gemelle, le rifiniture, la piscina interna. Tutto dannatamente uguale. Il fratello di "Sandokan" voleva vivere in una villa come quella di Tony Montana, il personaggio chiave di Scarface interpretato da uno straordinario Al Pacino.

Oggi, a quindici anni di distanza, i carabinieri hanno scoperto che un altro uomo d'onore è fan del narcotrafficante cubano. Si tratta di Michele Bellocco, giovane boss dell'omonimo clan di Rosarno (RC), arrestato sabato mattina all'interno dell'inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nei call center milanesi.
I carabinieri del Ros, prelevandolo nella sua abitazione, hanno scoperto che quella dimora aveva qualcosa di hollywoodiano. E poco importa se Rosarno da Hollywood è lontano anni luce. Michele Bellocco viveva in una villa alla Scarface.
Rifiniture con marmi pregiati, oggetti di porcellana, quadri raffiguranti donne in mitra, soprammobili d'oro (anche alcuni cobra in metallo giallo, come si nota dal video pubblicato da Il Quotidiano della Calabria ). E poi quella doppia scalinata che converge al piano superiore, particolare cardine della villa di Tony Montana.

Michele Bellocco, secondo le DDA di Milano e Reggio Calabria, è il reggente dell'omonimo clan. Un clan con una storia criminale di tutto rispetto. In Lombardia i Bellocco erano riusciti a infiltrare uno dei call center più grandi d'Italia. E mentre al Blue Call, distrutto dai tentacoli della ‘ndrina, non venivano rinnovati i contratti dei dipendenti, a Rosarno Michele Bellocco viveva in questa villa sfarzosa e non si faceva mancare niente. Una struttura enorme di tre piani con un sistema di videosorveglianza ad altissima definizione che filmava ogni filo d'erba spostato dal vento.
Passandoci davanti, sembrava una casa normale. Anche malmessa, in realtà. La noncuranza esterna, però, tradiva quello che all'interno era un vero e proprio fortino principesco. Una villa alla Scarface, insomma.

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