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Questo articolo è stato pubblicato il 20 dicembre 2012 alle ore 13:26.
L'ultima modifica è del 20 dicembre 2012 alle ore 09:26.

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Stop di un anno alla possibilità per i governatori di alleggerire l'Irpef regionale con una rimodulazione per i redditi più bassi e i nuclei familiari. Opzione alternativa in caso di mancata attuazione dell'accordo sulla detassazione della produttività per l'utilizzazione di una fetta delle risorse previste: rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi, ovvero i Confidi.

Finanziamento di 2,25 miliardi per la Tav in 15 anni, circa 150 in più di quelli ipotizzati fino a martedì, e di 8,4 miliardi nei prossimi 16 anni per le industrie del settore aeronautico, a cominciare da Finmeccanica. Per l'internazionalizzazione delle imprese arrivano 10 milioni all'Ice. Con questi ultimi pesanti vagoni, ai quali si sono accodati anche un mini-milleproroghe e un variegato correttivo omnibus, il treno della legge di stabilità, l'ultimo della legislatura, ha ricevuto ieri pomeriggio l'ok della commissione Bilancio del Senato e, dopo un fitta sequenza di rinvii, è finalmente approdato in Aula.

Oggi, a meno di sorprese dell'ultima ora, il testo riceverà il via libera, con il sì contestuale alla fiducia posta nella tarda serata di ieri dal governo sul maxiemendamento, per poi tornare alla Camera per il disco verde finale.

Un percorso lungo, all'insegna degli stop and go e dei "saldi" di fine legislatura, condizionato dalla partita sulla data delle prossime elezioni. Soprattutto il Pdl ha cercato di sfruttare ogni intoppo tecnico per dilatare i tempi dei lavori. Anche se ieri il presidente del Senato, Renato Schifani, ha negato che qualcuno volesse fare "melina". Ma fino a ieri pomeriggio il Pdl anche alla Camera puntava a prolungare l'esame del provvedimento per far slittare il voto finale, come ha lasciato intendere Fabrizio Cicchitto, al 28 dicembre.

Dopo la parole arrivate dal Capo dello Stato e l'annuncio da parte del ministro Anna Maria Cancellieri della nuova data delle elezioni (24 febbraio) resta da vedere se il partito di Silvio Berlusconi confermerà questa strategia o se lascerà approvare la "stabilità" prima di Natale, magari sabato 22 dicembre se non addirittura domani. Intanto ieri in commissione il governo è stati battuto su un emendamento che prevedeva la restituzione dello "sconto" fiscale concesso dall'erario alle vittime delle calamità naturali.

Nel lungo elenco delle modifiche dell'ultima ora compaiono le nuove risorse per le assunzioni nel comparto sicurezza (70 milioni) e per l'università: 100 milioni ai quali si aggiungono i 52,5 milioni per i policlinici universitari non statali, 12,5 milioni per il Bambin Gesù di Roma e 5 milioni per la fondazione Gaslini di Genova. Arrivano anche altri 115 milioni per i malati di Sla (70 quelli certi) e lo stop alla tassazione sulle pensioni di guerra. Proroga di un anno per lo stop all'incrocio tra stampa e Tv.

Nel capitolo fiscale viene aggiunta anche la riduzione di 60 milioni del fondo Brunetta per finanziare dal 2014 l'esenzione Irap per i professionisti. Quanto al federalismo fiscale, l'emendamento dei relatori prevede lo slittamento dal 2013 al 2014 della possibilità concessa alle Regioni di alleggerire il carico dell'addizionale Irpef sui contribuenti con redditi ridotti, così come di prevedere una rimodulazione del prelievo aggiuntivo in base al nucleo familiare. Non solo. Slitta al 2014 anche l'applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dalla Costituzione, che avrebbe consentito alle regioni, muovendosi nell'ambito della addizionale Irpef, di disporre detrazioni per l'erogazione di sussidi, voucher e altri sostegni sociali.

Una decisione, spiega il relatore Giovanni Legnini (Pd), attesa dalle Regioni che «ci hanno chiesto di tenere le bocce ferme per un anno su Irpef e Irap, poiché la sommatoria dei tagli previsti dalla spending review e dalla stessa legge di stabilità mette a rischio i conti della sanità». Novità anche per le Regioni in dissesto che hanno avviato piani di risanamento (Campania): viene istituito un fondo di rotazione da 50 milioni per concedere anticipazioni, pari a 150 euro per abitante e restituibili in 10 anni, con cui ammortizzare i disavanzi.

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