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Questo articolo è stato pubblicato il 28 dicembre 2012 alle ore 15:06.

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Dopo le polemiche alimentate dal centrosinistra sulla sovraesposizione mediatica del Cavaliere negli ultimi giorni (cui il Pdl replica parlando di «semplice compensazione» rispetto alla prevalenza del tema primarie nelle cronache televisive d'autunno), l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vara all'unanimità l'atteso regolamento per l'attuazione della par condicio nella campagna elettorale per le Politiche del 24 e 25 febbraio. Tra le novità, l'estensione della normativa ai soggetti non candidati, come il premier Mario Monti, o ai leader del movimento 5 Stelle e di "Italia Futura", Beppe Grillo e Luca Cordero di Montezemolo.

Nuovi leader equiparati ai candidati ufficiali
L'articolo 7 dedicato ai programmi di informazione trasmessi sulle emittenti private nazionali prevede che le presenze di soggetti non candidati premier nei programmi di informazione siano equiparate a quelle dei candidati ufficiali, e che tali soggetti non possano essere presenti nei programmi di intrattenimento. La par condicio in periodo elettorale si applica anche ai casi di personalità «non direttamente partecipanti alla competizione», come il senatore a vita Mario Monti e il capo politico del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, che anche se non rientrano tra quanti si candidano direttamente al Parlamento, ricoprono ruoli di promozione di parte tali da dover essere inquadrati e regolamentati.

Le regole per i conduttori
I direttori responsabili dei programmi radiotelevisivi «nonché i loro conduttori e registi - si legge sempre al'articolo 7 - sono tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma così da non esercitare, neanche in forma surrettizia, influenze sulle libere scelte degli elettori. Essi devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento, riscontrabili sui dati del monitoraggio del pluralismo ed osservano ogni cautela volta ad evitare che si determinino, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche, considerando non solo le presenze e le posizioni dei candidati, ma anche le posizioni di contenuto
politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale».

Normativa per emitenti private e locali
L'ultimo provvedimento dell'Agcom introduce dunque alcune precisazioni rispetto alla bozza del 20 dicembre già trasmessa alla Commissione di vigilanza, proprio per tener conto di un candidato "di fatto" - Mario Monti - che non può esserlo tecnicamente essendo già senatore a vita. Il testo del regolamento approvato dal Consiglio Agcom presieduto da Angelo Marcello Cardani detta in particolare le norme che dovranno essere applicate dalle emittenti private e locali, dalla stampa e dai sondaggisti in concomitanza con l'avvio ufficiale della campagna elettorale che coincide con la data di convocazione dei comizi elettorali.

Zaccaria (Pd): Atto dovuto, grave la mancanza di sanzioni»
Critico sull'approvazione del regolamento il deputato Pd Roberto Zaccaria, già presidente della Rai tra il 1998 ed il 2002: «Un atto assolutamente dovuto. Nessuna sorpresa: è riprodotto ad ogni elezione, quasi in fotocopia. La piccola postilla di buon senso relativa a Monti o a Grillo non aggiunge granchè, era implicita. Siamo pieni di regole e regolette ma non ci viene mai detto se queste regole siano o meno state rispettate». A non piacere, è soprattutto l'assenza di sanzioni, un aseptto di cui «non si parla, anche quando gli abusi sono evidenti. Forse si attendono ricorsi formali per qualche pronuncia ma dobbiamo ricordare che esiste un potere d'ufficio di aprire indagini, rendendolo noto ai cittadini. Tra poco ci sentiremo dire, magari, che i
poteri sono carenti, anche se l'Autorità esiste da 15 anni».

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