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Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2013 alle ore 13:39.

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Fa un altro passo avanti il regolamento messo a punto dal ministero del Lavoro per rendere applicabili le nuove norme sulle pensioni, dal 1° gennaio di quest'anno, anche ai comparti difesa e sicurezza, ai vigili del fuoco e al soccorso pubblico. Il Consiglio di Stato ha infatti approvato il Dpr che ora dovrà solo incassare il parere (non vincolante) delle Camere entro trenta giorni per il varo definitivo del Consiglio dei ministri, che lo aveva licenziato in prima lettura a fine ottobre.

Le nuove regole riguardano circa 500mila addetti, pari al 15% dei dipendenti pubblici e a regime, ovvero nel 2018, faranno risparmiare circa 300 milioni l'anno. Il testo avrebbero dovuto essere adottate entro sei mesi dal varo della riforma delle pensioni targata Fornero ma la ferma resistenza delle categorie interessate ne hanno imposto lo slittamento fino a oggi. La speranza è che possa essere ora definitivamente adottato dall'attuale Governo nello svolgimento dell'ordinaria amministrazione.

Pensione di vecchiaia più lontana e bonus dimezzati
Per chi lavora in divisa aumenta di un anno e tre mesi il requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia, che crescerà ulteriormente ma con gradualità fino al 2018. Requisiti più stretti anche per la pensione anticipata, cui si accederà con 42 anni e tre mesi sempre dal prossimo gennaio, e limitazione a 2 anni e mezzo della cosiddetta «maggiorazione di servizio», vale a dire quel bonus di cinque anni dopo il pensionamento che fanno maturare contributi aggiuntivi. In pratica, si passa dalla forchetta dei 60-65 anni di età attuali per la vecchiaia, a seconda della categoria e del ruolo, a quella dei 63-66 anni prevista dal 1° gennaio 2018, una scalettatura cui dovranno aggiungersi gli incrementi per la speranza di vita nel frattempo determinati per i trienni 2013-2015 e 2016-2018.

Due vie per la pensione anticipata
Si diceva della pensione anticipata. Ad essa queste categorie potranno accedere seguendo due canali. Il primo prevede i 42 anni e tre mesi a prescindere dall'età, già detti, con l'applicazione di una penalizzazione dell'1% sulla quota contributiva maturata antecedentemente al 1° gennaio 2012, per ogni anno d'anticipo rispetto all'età di 58 anni fino al 31 dicembre 2018 e all'età di 59 anni dal 1° gennaio 2019. Il taglio sale al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo. Il secondo canale segue invece le vecchie quote, cancellate per tutti gli altri lavoratori. Ecco come: per il triennio 2013-2015 è richiesto il possesso di 58 anni e tre mesi di età e un requisito contributivo non inferiore a 37 anni; per il triennio 2016-2018, i 58 anni e tre mesi (da adeguare alla speranza di vita nella misura prevista per l'anno 2016) e una contribuzione minima pari a 39 anni; per il biennio 2019-2020, serve il raggiungimento di quota 99 (con un'età minima pari a 59 anni, comprensiva degli adeguamenti alla speranza di vita ed una anzianità minima contributiva pari a 40 anni). Quest'ultima soglia, a decorrere dal 1° gennaio 2021, è progressivamente incrementata in considerazione degli adeguamenti alla speranza di vita che verranno tempo per tempo determinati.

Le novità per doganieri, poligrafici e marittimi
Cambiano anche i requisiti di pensionamento per diversi fondi già istituiti presso Inps, l'ex Enpals e l'ex Inpdap e che non erano ancora allineati all'assicurazione generale obbligatoria. Vediamoli: per spedizionieri e doganieri aumenta da 65 a 66 anni dell'età per la vecchiaia, con la possibilità di ottenere la pensione per totalizzazione dei contributi, sinora non prevista. Per i poligrafici dipendenti di aziende in crisi scatta un incremento a 35 anni effettivi dei requisiti contributivi necessari per il raggiungimento della pensione; requisito che è ulteriormente elevato a 36 anni a decorrere dal 2015 e a 37 anni a dal 2018. Sconto di cinque anni, invece, per il personale viaggiante addetto ai pubblici servizi di trasporto e per il personale marittimo.

Le regole per ballerini, coristi e attori
Per i lavoratori i ballerini e i "tersicorei" aumenta da 45 a 46 anni l'età minima per la pensione di vecchiaia, con la cancellazione dalla vecchia "finestra mobile", mentre per gli attori è prevista una convergenza graduale all'età di 64 anni (per uomini e donne) entro il 2021. Infine gli iscritti al "Fondo Sportivi Professionisti", per i quali è previsto un graduale allineamento dei requisiti anagrafici tra gli uomini e le donne da conseguirsi sempre nel 2021, con un incremento graduale (53 anni per gli uomini dal 1° gennaio 2013 e da 49 a 53 anni per le donne) seguendo lo stesso criterio utilizzato per le lavoratrici dello spettacolo.

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