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Questo articolo è stato pubblicato il 01 marzo 2013 alle ore 08:26.

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Karol Wojtyla (58 anni)
Conclave 15-16 ottobre 1978 – Scrutini: 8
Elettori: 111- Quorum: 75 – Voto finale: 99-101

Il 16 ottobre 1978 un Papa giovane (58 anni), primo straniero sul soglio di Pietro dal 1523, con i capelli ancora biondi che trasparivano sotto quelli bianchi, gli occhi chiari, la voce forte, si rivolgeva alla folla in piazza San Pietro esclamando: «Non so se posso bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete». Nell'omelia di inizio Pontificato, domenica 22 ottobre, lancerà l'appello divenuto famoso: «Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici, come quelli politici», quasi un profetico annuncio della caduta del comunismo in Russia e negli altri paesi dell'Europa orientale.

Per Giovanni Paolo II la Chiesa non deve essere timida nell'uso dei mass media, compreso internet, per diffondere il suo messaggio e «promuovere la giustizia e la solidarietà». Al 22 novembre 2001, quando la salute era già malferma, risale il suo primo "click" per spedire via e-mail il messaggio sinodale alla Chiesa australiana, senza sobbarcarsi un viaggio agli antipodi del globo. Papa Wojtyla ha voluto vivere la sua sofferenza in comunione con i fedeli. Anche con l'avanzare del morbo di Parkinson e dopo l'intervento di tracheotomia, Giovanni Paolo II ha sempre manifestato la volontà di proseguire quel «ministero che la Provvidenza mi ha chiamato a svolgere», nonostante le voci di una possibile rinuncia al Papato. Una volta a un giornalista di "Le Monde" ebbe persino la prontezza di spirito di rispondere, sorridendo: «Le mie dimissioni? Ma io a chi dovrei darle?».

Per annunciare la sua morte, avvenuta alle 21.37 del 2 aprile 2005, la sala stampa vaticana, diretta con professionalità e cortesia da Joaquin Navarro-Valls, ha spedito sms ed e-mail (allora Twitter non esisteva ancora) ai giornalisti accreditati. Una rottura con la segretezza che aveva circondato i precedenti pontefici, anche in anni nemmeno troppo lontani: il Vaticano, ad esempio, tenne segreto il tumore allo stomaco inoperabile di Giovanni XIII, fin quasi all'ultimo. Nella primavera del 2005, invece, come ha scritto Filippo Ceccarelli su "Repubblica", «per diversi giorni a piazza San Pietro e nei dintorni un'intera generazione di giornalisti, dai redattori di prima nomina alle star delle tv americane, si è trovata a maneggiare il più straordinario evento sacro e profano che si potesse immaginare».

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