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Questo articolo è stato pubblicato il 09 marzo 2013 alle ore 14:15.
L'ultima modifica è del 10 marzo 2013 alle ore 14:58.

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È arrivata dalla Farnesina la conferma ufficiale della morte di Silvano Trevisan, uno dei sette ostaggi stranieri dei quali nella tarda serata di venerdì Ansaru - un gruppo fondamentalista islamico nigeriano vicino a Boko Haram - aveva annunciato l'uccisione. «L'Unità di Crisi della Farnesina - si legge in un comunicato del ministero degli Esteri - e gli altri organi dello Stato coinvolti hanno continuato a seguire gli sviluppi che purtroppo in queste ore hanno acquisito connotati sempre più drammatici. Le verifiche effettuate in coordinamento con gli altri Paesi interessati ci inducono a ritenere che sia fondata la notizia dell'uccisione degli ostaggi sequestrati il mese scorso in Nigeria».

Il presidente del Consiglio, Mario Monti ha parlato di «gesto barbaro e codardo, perpetrato contro civili inermi che stavano svolgendo il loro lavoro con grandissima dedizione e professionalità. Insieme a tutto il Governo, sono vicino in questo momento ai familiari di Silvano Trevisan e a quelli di tutti gli altri ostaggi uccisi».

La Farnesina: nessun blitz tentato per liberarli
«Nessun intervento militare volto a liberare gli ostaggi è mai stato tentato da parte dei Governi interessati - continua la nota -, per i quali l'incolumità dei loro cittadini tenuti sotto sequestro è sempre stata la priorità assoluta».

Napolitano: provo costernazione, barbaro assassinio
Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alla famiglia di Trevisan: «Ho appreso con costernazione, dopo ore di ansietà, la dolorosa notizia del barbaro assassinio del connazionale Silvano Trevisan, dopo un lungo sequestro mentre onorava la migliore tradizione del lavoro italiano all'estero».

Chi era Trevisan
Trevisan, ingegnere, 69 anni, era stato rapito il 17 febbraio insieme ad altre 6 persone dal gruppo integralista Ansaru, che ha rivelato di avere ucciso i sette ostaggi, tra cui Trevisan, per i «tentativi da parte dei britannici e dei nigeriani di liberarli». A riferire le dichiarazioni dei terroristi, in arabo e in inglese, è Site Monitoring Service, sito indipendente americano che monitora la Jihad globale.

Trevisan lavorava per la ditta di costruzioni Setraco a Jama, in provincia di Bauchi. Fu rapito lo scorso 17 febbraio, in piena notte, in un'azione di terroristi, che penetrarono armati nel compound dove risiedeva, uccidendo una guardia armata. Trevisan, la cui famiglia è di Stino di Livenza (Venezia) ma emigrata negli anni '50 in Lombardia, fu trascinato via dai terroristi insieme ad altri sei lavoratori stranieri: un britannico, un greco e quattro libanesi, fra cui almeno due donne, che nel video-comunicato girato da Ansaru, vengono dichiarati morti insieme all'italiano. Ansaru (acronimo per Avanguardia per la Protezione dei Musulmani nell'Africa Nera) è nata da una costola dell'organizzazione estremista islamica Boko Haram ed è considerata affiliata ad Al Qaeda.

Site, nella serata di ieri, ha mostrato una foto di un uomo armato di fucile accanto ad una serie di corpi apparentemente senza vita, riferita alla rivendicazione dell'uccisione dei sette ostaggi in Nigeria da parte del gruppo islamista Ansaru. La foto è leggermente sfocata e né il volto dell'uomo armato, né quello dei morti sono riconoscibili. Al momento (ore 20.30) non vi é nessuna conferma ufficiale dell'uccisione degli ostaggi, fra cui vi sarebbe Silvano Trevisan.

Un anno fa ucciso Franco Lamolinara
L'8 marzo del 2012 veniva ucciso in Nigeria, nel corso di un blitz fallito di un commando anglo-nigeriano, Franco Lamolinara, 48 anni, sequestrato il 12 maggio del 2011, insieme al collega britannico Chris McManus, dai Boko Haram nel nord del Paese. Analisti ritengono che dietro al suo rapimento potrebbe esserci stato il gruppo Ansaru, una costola violenta dei Boko Haram, che si è autoproclamata tale nel 2012 e che oggi ha annunciato l'uccisione di sette ostaggi tra cui l'italiano Silvano Trevisan. Una notizia quest'ultima sulla quale non ci sono però ancora conferme ufficiali.

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