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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2013 alle ore 20:09.
L'ultima modifica è del 13 marzo 2013 alle ore 13:24.

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Il Csm incassa in silenzio l'invito del Colle al rispetto reciproco tra politica e magistratura. Il day after la dichiarazione di Napolitano incentrata sull'appello al «senso del limite e della misura per non esporre la Repubblica a rischi» vede riunito in mattinata il plenum dell'organo di autogoverno, che si è aperto con la lettura, da parte del vicepresidente Michele Vietti, di una dichiarazione concordata con i consiglieri sullo scontro fra Silvio Berlusconi e i magistrati di Milano. E mentre i membri togati del Consiglio superiore della magistratura sottolineano in una nota che i giudici milanesi hanno applicato la legge e che la loro indipendenza è a rischio, il Pdl non cambia linea. Il Popolo della Libertà. annuncia Angelino Alfano, «reagirà a misure restrittive».

I togati del Csm: i giudici si sono attenuti alla legge
«Il Csm - ha sottolineato Vietti - riafferma il proprio ruolo di garante dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura ma accogliendo per senso di responsabilità l'invito del suo presidente evita qualsiasi commento sulle gravi vicende accadute». Nel pomeriggio, in una dichiarazione congiunta, i componenti togati del Csm e i laici del Pd hanno ricordato che le «gravi vicende accadute nel Palazzo di giustizia di Milano lunedì scorso» sono «suscettibili di porre a rischio l'indipendenza dei giudici nelle decisioni che solo a loro spetta assumere». «Come componenti del Consiglio - si legge ancora nella nota - vogliamo riaffermare che soltanto al giudice nel processo spettano le decisioni processuali e di merito secondo le norme di legge. A tale principio si sono attenuti i magistrati impegnati nei processi di cui oggi si discute».

Vietti cita Napolitano: «Controllo di legalità imperativo assoluto»
«In relazione ai recenti avvenimenti nell'ambito dei procedimenti a carico dell'onorevole Silvio Berlusconi - ha aggiunto Vietti - mi limito a richiamare quando dichiarato ieri dal Presidente della Repubblica il quale ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto é accaduto (l'altro) ieri ed é sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano». Vietti ha poi ricordato al plenum che il Capo dello Stato «ha voluto incontrare, sempre nella giornata di ieri, il comitato di presidenza del Csm con cui ha avuto un ampio scambio di vedute. Il Presidente Napolitano ha poi rilasciato una dichiarazione in cui - ha proseguito Vietti, citando il Capo dello Stato - ha indicato "nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell'investitura popolare ricevuta"».

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