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Questo articolo è stato pubblicato il 21 marzo 2013 alle ore 20:30.
L'ultima modifica è del 21 marzo 2013 alle ore 16:05.

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Senato e Camera eleggono ciascuno i quattro vice presidenti, che coadiuveranno Pietro Grasso e Laura Boldrini nella conduzione delle due Assemblee legislative. E danno anche il via ai tre questori di Palazzo Madama e Montecitorio che costituiscono a tutti gli effetti i Consigli di amministrazione dei due rami del Parlamento. La novità sta nell'elezione, grazie alla rinuncia degli altri partiti, di un deputato di M5s a vicepresidente della Camera e di una senatrice tra i questori, il che implica una "costituzionalizzazione" del Movimento che si presenta come anti-sistema, che che ha comunque deciso di assumere dei ruoli istituzionali.

I nuovi vicepresidenti della Camera sono Maurizio Lupi del Pdl, Marina Sereni e Roberto Giachetti del Pd, e il 5 Stelle Luigi Di Maio: 27 anni, studente fuori corso di giurisprudenza. Insieme ai suoi tre colleghi, e a Boldrini, dovrà essere garante in aula di tutti i gruppi, compresi quelli degli odiati "partiti". I questori, cioè il Cda della Camera, saranno il Pd Paolo Fontanelli, Gregorio Fontana del Pdl, e l'ex magistrato Stefano D'Ambruoso, di Scelta Civica. Sel ha votato il candidato di 5 Stelle, Laura Castelli, nel tentativo di creare una premessa per una alleanza politica, negata però dal Movimento.

L'Aula del Senato elegge tra i Questori Laura Bottici del M5S. Mentre le vicepresidenze vanno al Pdl con Maurizio Gasparri, al Pd con Valeria Fedeli, alla Lega con Roberto Calderoli, a SC con Linda Lanzillotta. Gli altri Questori sono Lucio Malan (Pdl) e Antonio De Poli (SC). De Poli è stato quello più votato: 144 voti su 309; la Cinque stelle Bottici ne ha ottenuti 120, il pidiellino Malan 113.

Il malcontento dei deputati M5s: è un contentino
I deputati di M5s non hanno nascosto la loro insoddisfazione per il risultato che si stava profilando a Montecitorio per l'elezione dell'Ufficio di presidenza, ovvero niente questore-controllore per il Movimento ma l'elezione di un vicepresidente grillino. «A noi a Montecitorio -hanno spiegato Giulia Sarti e Simone Vignaroli - interessava il questore perché per noi è fondamentale vigilare. Il vicepresidente, per noi, è una figura del tutto secondaria e francamente ci sembra un contentino. Sapete bene come la pensiamo: "questore=controllore"». «Se ci danno solo il vicepresidente qui e il questore al Senato di certo non potremmo ritenerci soddisfatti - aveva ricordato il deputato Alfonso Bonafede - Alla luce dei numeri ottenuti alle urne non mi sembra che una carica su sette rispecchi il risultato conseguito dal Movimento».

Crimi (M5s): puntiamo a questore o vicepresidenza
Riferendo del colloquio che si è svolto in mattinata tra la delegazione di M5s e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il capogruppo grillino al Senato Vito Crimi ha chiarito: «Non abbiamo mai utilizzato la parola contropartita: abbiamo detto che non ci è stata data una Presidenza e che ci aspettiamo qualche questore o vicepresidenza. Probabilmente neanche quello avremo, vedremo oggi pomeriggio, nel segreto dell'urna».

Il taglio dei costi della politica e il ruolo strategico dei questori
Per un movimento che ha fatto dell'abbattimento dei costi della politica la sua arma vincente quella del questore è una posizione strategica. Il regolamento della Camera spiega all'articolo 10 che i questori «curano collegialmente il buon andamento dell'amministrazione della Camera, vigilando sull'applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente». Non solo: «sovrintendono alle spese della Camera e predispongono il progetto di bilancio e il conto consuntivo. Sovrintendono inoltre al cerimoniale e al mantenimento dell'ordine nella sede della Camera secondo le disposizioni del Presidente».

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