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Questo articolo è stato pubblicato il 21 marzo 2013 alle ore 17:03.
L'ultima modifica è del 21 marzo 2013 alle ore 10:53.

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Barack Obama con Abu Mazen (Epa)Barack Obama con Abu Mazen (Epa)

RAMALLAH/GERUSALEMME - La retorica è forte, l'auspicio importante, il risultato per ora dubbio: Barack Obama, per la prima volta a Ramallah, in territorio palestinese per il suo vertice con Abu Mazen ha chiesto che israeliani e palestinesi riprendano negoziati diretti, "gli unici possibili", ha detto.

Come gesto di apertura verso il leader palestinese ha criticato gli insediamenti israeliani, "l'occupazione" come l'ha definita: "I palestinesi meritano la fine dell'occupazione – ha detto Obama - meritano un futuro nelle loro case, un futuro nel quale il domani sarà meglio dell'oggi, in poche parole: i palestinesi meritano un loro stato". Abu Mazen ha apprezzato le parole di Obama, ma ha scelto la via della retorica conosciuta: "L'unica via – ha detto - è quella di tornare ai confini del 4 giugno del 1967... quella di congelare gli insediamenti e di restituire quelli già costruiti, anche perché sono condannati dal mondo intero".

Poche ore dopo Obama ha ricevuto un fragoroso applauso all'università di Gerusalemme dopo avere gridato: "Oggi voglio dirvi, in particolare ai giovani, che fino a quando ci sono gli Stati Uniti d'America, 'Ah-tem lo lah-vahad', non siete soli!". Obama ha detto che Israele è ormai a un bivio e deve scegliere la strada della pace con i palestinesi. Durante il discorso, pronunciato davanti a una platea di giovani, il presidente ha elencato tre priorità per il popolo e il governo isreliano: sicurezza, pace e prosperità. Fra gli applausi dei presenti, Obama ha rivendicato il diritto dei bambini del sud di Israele "a dormire sonni tranquilli", auspicando la fine dei lanci di razzi da parte di Hamas.

Guardanto più a oriente, un Iran nucleare, ha aggiunto Obama, rappresenterebbe un rischio che non potrebbe essere contenuto e una minaccia per il mondo intero. Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito di preferire una soluzione diplomatica alla questione nucleare iraniana ma non ha escluso a priori un'opzione militare e ha avvertito che il tempo a disposizione dell'Iran non è illimitato: "Ho messo in chiaro la posizione degli Stati Uniti: l'Iran non deve dotarsi di un'arma nucleare".

Poco prima, a Ramallah, il presidente americano aveva suggerito che gli incontri tra israeliani e palestinesi riprendano al più presto, "senza precondizioni, altrimenti rischieremo di invischiarci in dettagli prima ancora di arrivare alla questioni di fondo..." ha detto ancora il Presidente americano. Lo scambio questa volta è fra "territorio e sicurezza". Ma Obama ha anche criticato le fazioni più estremiste fra i palestinesi, ha attaccato Hamas e la divisione fra Gaza e la Cisgiordania, che certo non aiuta a rassicurare Israele.

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