Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 03 aprile 2013 alle ore 15:19.

My24
Caso Stamina: per El Pais difficile regolamentare la materia nella situazione politica italianaCaso Stamina: per El Pais difficile regolamentare la materia nella situazione politica italiana

Dopo le critiche della rivista scientifica Nature, il caso Stamina è sotto i riflettori della stampa internazionale. "Trenta bambini incurabili hanno ricevuto terapie non autorizzate in Italia", titola El Pais, sottolineando che la pressione degli scienziati ha obbligato il governo a vietare nuove sperimentazioni. Un articolo sul sito internet di Nature ha recentemente criticato il decreto con cui il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha deciso di autorizzare la prosecuzione del controverso trattamento con le cellule staminali per i 32 pazienti terminali, in gran parte bambini, che l'avevano già iniziato.

La Fondazione Stamina "applicava trapianti di cellule staminali a malattie di ogni tipo, senza che ci fosse una base scientifica e solo sulla base che non c'era altra alternativa", scrive la corrispondente da Roma del quotidiano spagnolo Lucia Magi. "Ormai i cosiddetti esperimenti non venivano neppure notificati alle autorità". Lo "scandalo" ha obbligato il governo a pronunciarsi. Il ministro della Salute ha obbligato la Fondazione Stamina a non prendere altri pazienti, "ma non ha arrestato i trattamenti già cominciati". La decisione, presa d'urgenza con decreto legge, deve essere convertita in legge. Ed è all'ordine del giorno del Senato.

"Si tratta di un delicato scontro", spiega El Pais, tra la fondazione torinese, guidata dallo psicologo Davide Vannoni, che offre gratis le sue terapie nell'ospedale pubblico di Brescia, e la comunità scientifica, che considera la pratica "una distorsione dei pilastri scientifici e morali della medicina". In mezzo a questa battaglia sono i bambini, Celeste, Smeralda, Sofia, Salvatore, Erika e altri piccoli con diagnosi che non lasciano speranza. Caterina Ceccuti, madre di Sofia, malata di leucodistrofia, dice di non farsi illusioni: "Non ci illudiamo con l'ipotesi di un miracolo. Facciamo solo tutto il possibile per alleviare i sintomi".

Il metodo, spiega il presidente di Stamina, Vannoni, consiste nell'estrarre cellule dal midollo del paziente o di un donatore, coltivarle per una ventina di giorni e iniettarle nella spalla. "Funziona, l'ho sperimentato su me stesso", dice Vannoni, che insegna psicologia all'università di Udine. "Un virus mi ha distrutto completamente un nervo facciale. Nel 2004 ho fatto ricorso a un laboratorio in Ucraina. Con quattro iniezioni, ho recuperato il 50% della funzionalità".

Inizialmente, Vannoni operava in cliniche private. Nel 2006, un decreto ministeriale aprì la strada alle cosiddette terapie compassionevoli, stabilendo che per i casi per cui non esistono terapie riconosciute, un paziente può decidere di sottoporsi a trattamenti non sperimentati. Seve solo l'approvazione del comitato etico dell'ospedale e dei genitori, se si tratta di un minorenne. Stamina ha cominciato a lavorare all'istituto Burlo Garofolo di Trieste, dove ha trattato sei pazienti, e poi all'Ospedale civile di Brescia, dove ora ne ha una trentina. "Stavamo ottenendo risultati a Trieste, poi le autorità ci hanno bloccato e i sei pazienti sono morti", racconta Vannoni.

"Non sappiamo niente di questo trattamento", dice il ministro Balduzzi, "perché il suo protocollo non è depositato presso l'Istituto superiore di sanità (Iss)". Ma, prosegue, "abbiamo fatto un gesto di umanità. Ci sembra giusto che i pazienti che hanno cominciato possano proseguire. Però questa volta ci sarà un'attenta valutazione. Ci saranno i controlli dell'Iss, del Centro nazionale trapianti e dell'Agenzia italiana del farmaco, l'Aifa". L'agenzia aveva ispezionato nel maggio del 2010 il laboratorio di Brescia dove si estraggono, si manipolano e conservano le cellule. L'Aifa ha concluso che era "assolutamente inadeguato perché non ha basi scientifiche" e ha sospeso l'attività di Stamina.

"Quando ci hanno sbattuto la porta, abbiano fatto ricorso al giudice di Venezia, come hanno fatto tutti i genitori, e abbiamo vinto", ricorda Giampaolo Carrer, padre di Celeste, nata nel giugno 2010 con un'atrofia muscolare molto grave. La bambina "è migliorata", dice il padre. Anche la madre di Sofia racconta che sua figlia ha avuto piccoli miglioramenti. "Non è né scienza, né medicina, è alchimia", afferma Elena Cattaneo, ricercatrice che da 20 anni sperimenta con le cellule staminali all'università di Milano. "Ciascuno può curarsi come crede, con olio di serpente o viaggiando a Lourdes. Ma non può essere lo Stato che prepara l'olio o paga il viaggio. Soffro per quelle famiglie cui si stanno dando speranze non certificate. Potrebbero esserci effetti collaterali anche molto gravi. Non lo sappiamo. Mentre io mi sottopongo tutti i giorni al vaglio della comunità internazionale, comunicando dati, procedimenti e risultati con trasparenza e rigore, Stamina non misura niente".

"Non è l'unica a essere rabbiosa", nota El Pais, ricordando che a metà marzo il ministro Balduzzi ha ricevuto la lettera aperta di 13 scienziati che sollevano dubbi e critiche.
Cinzia Caporale, ricercatrice del Cna e membro del comitato nazionale di bioetica, afferma: "Sono terapie incerte. Non rispettano il metodo scientifico né l'etica del processo. Non è sufficiente l'etica delle intenzioni, dire ‘io spero di salvare il paziente'".
Vannoni ribatte: "La legge ce lo permette. Sono terapie compassionevoli. Stiamo rispondendo a un'urgenza. E' importante farlo in una struttura pubblica, in forma gratuita, per non abbandonare i 10mila cittadini che ci hanno contattato in queste settimane". Il ministro promette di presentare un testo che regolamenti una volta per tutte la materia. "Ma - conclude scetticamente El Pais - con la situazione politica del Paese, risulta difficile credergli".

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi