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Questo articolo è stato pubblicato il 16 maggio 2013 alle ore 12:50.

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Maurizio LupiMaurizio Lupi

Una task force ministeriale posta sotto la «struttura di missione» guidata da Ercole Incalza per riportare al ministero delle Infrastrutture monitoraggio e vigilanza del progetto Tav, con particolare attenzione alle «opere di compensazione territoriale». L'approvazione immediata in Consiglio dei ministri del disegno di legge per la ratifica dell'accordo Italia-Francia «per riportare il dibattito sull'opera nella sede legittima del Parlamento, dare spazio a posizioni anche molto critiche e verificare alla fine se il progetto può contare su una maggioranza ampia e solida».

La conferma che le risorse, 2.930 milioni di euro, ci sono tutte «e anche i dieci milioni per partire sono stati rimodulati per garantire continuità di finanziamenti». La volontà di sostenere, «con una corsia preferenziale in Parlamento», il disegno di legge sul débat public, inserito nell'ambito delle riforme istituzionali, «perché non si deve criminalizzare mai la contestazione di un'opera pubblica, ma si deve inserire in un dibattito, anche aspro, al termine del quale ci deve essere il momento della responsabilità e della decisione».

Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, è subito alle prese con il dossier Tav, ma parla anche della «priorità lavoro» e dello «sviluppo sostenibile», annunciando un piano dei 100 giorni per creare occupazione nell'edilizia: accelerazione delle grandi opere cantierate e cantierabili, fondo revoche per spostare risorse dalle opere ferme a quelle cantierabili, piano straordinario di manutenzione Anas da 600-700 milioni per ponti e viadotti, avvio immediato del piano di manutenzione scuole da 700 milioni, proroga dei bonus fiscali 50 e 55% per risparmio energetico e ristrutturazioni edilizie, traduzione in legge dell'accordo Abi-Ance per il rilancio dei mutui-casa, utilizzo degli sgravi fiscali per favorire la partecipazione dei privati alle infrastrutture. Quanto all'authority per i trasporti, «è una priorità» e vedrà oggi stesso Enrico Letta per le nomine.

Ministro Lupi, partiamo dalla Tav. Cosa replica il Governo agli eventi di questi giorni?
Il primo messaggio è che l'opera va avanti. L'intervento non è di interesse locale ma un'opera strategica inserita nelle priorità europee. Lo Stato ci ha messo 2.930 milioni di euro per poi poter ratificare il trattato Italia-Francia. Lo Stato c'è. Il secondo messaggio è che la Tav ha assunto un ruolo simbolico della lotta contro le grandi opere. Abbiamo imparato molto in questi anni, anzitutto che non si realizza una grande opera senza un confronto pubblico, critiche, anche contestazioni aspre dei territori. Il progetto del 2003 è cambiato moltissimo proprio grazie a questo confronto. Ma quando lo Stato assume una decisione a larga maggioranza su un'opera così, la realizzazione non può più essere messa in discussione. Le minoranze continueranno a essere da stimolo per il mantenimento degli impegni, per esempio sulle opere compensative e sul rispetto ambientale. Ovviamente le minoranze violente e i delinquenti sono un'altra cosa e vanno solo condannati.

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