Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2013 alle ore 13:05.

My24
(Alinari)(Alinari)

Può Milano perdere la Scala delle due ruote? Negli ultimi anni molte realtà soprattutto culturali (lo Smeraldo, il Cinema Manzoni giusto per citarne alcuni) sono state chiuse o abbandonate per mancanza di risorse economiche. Alcuni comitati si sono attivati per cercare alternative all'abbandono o a una riconversione non solo dettata dal pareggio del bilancio, ma non sempre sono riusciti nell'intento. Sembrano invece molto presenti e intenzionati a continuare la battaglia quelli di «Rivogliamo in Vigorelli», un gruppo di cicloattivisti di più comitati che hanno come obiettivo quello di salvare il velodromo Vigorelli-Maspes, unanimemente riconosciuto come lo "Stradivari' delle piste".

«Se la Scala non si tocca, -nonostante le difficoltà e i buchi di bilancio-, anche la Scala del ciclismo non può essere riconvertita solo a logiche di mercato» afferma Daniele D'Aquila (regista e montatore ma con la passione della bici) portavoce del gruppo.

Proprio per difendere il velodromo dai piani di ristrutturazione che non prevedono il ripristino della pista ma la sua riconversione in un «progetto polifunzionale che garantirà la sostenibilità economica dell'impianto a vantaggio di tutti» (si legge sul sito del Comune di Milano) è nato dunque il "Comitato Velodromo Vigorelli", attivo anche su Facebook, racconta D'Aquila.

Il gruppo dopo aver contattato e incontrato le autorità locali, (per discutere sul progetto dello studio milanese Vittorio Grassi vincitore del concorso che vede la sostituzione della pista fissa di 400 metri non più omologata per le competizioni internazionali con una struttura mobile omologata 250 metri), ha deciso di appellarsi al ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, per ribadire la «sua netta contrarietà alla scelta fatta dal Comune, tramite il Concorso internazionale di progettazione architettonica del Vigorelli, di demolire la pista e sottrarre il Vigorelli al ciclismo, che riteniamo essere l'elemento caratterizzante del velodromo stesso, monumento sportivo ricco di storia e di imprese ciclistiche e, ci auguriamo noi, di un altrettanto glorioso futuro».

Nella lettera inviata il 29 maggio al ministro, e per conoscenza alle altre istituzioni locali (al Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee (MIBAC), al Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano) gli attivisti «chiedono che il ministero per i Beni e le Attività Culturali possa intervenire e salvare dalla demolizione una memoria storica del ciclismo internazionale come è la pista del Vigorelli e si mettono a disposizione per un eventuale incontro di approfondimento. Riteniamo che non si possa cancellare la storia del Velodromo Vigorelli, che sin dalla sua inaugurazione nel 1935 è stato sede di indimenticate gare di ciclismo e di record leggendari, tanto da valersi il titolo di la Scala del ciclismo, e che per tanto va preservato nella sua interezza: sia la struttura ma soprattutto la pista di ciclismo, essendo questa elemento caratterizzante del velodromo stesso».

In tutto il mondo, Milano compresa, «il ciclismo e la bicicletta specie quella da pista rappresentino una tendenza in forte crescita, come modo di vivere sobrio e sostenibile, come emblema di salute e di benessere personale e ambientale», scrivono gli attivisti. «Milano, come altre metropoli, sta realizzando che con la ciclabilità non solo ci si può convivere, ma si può migliorare la qualità della vita di tutti, anche di quelli che non pedalano; la pratica quotidiana del ciclismo sportivo su una pista cittadina da parte di giovani e di amatori ridarebbe vita e valore alla grande storia di un luogo che è stato, per caso o per calcolo, messo da parte per troppi anni».

Nell'attesa che il neo ministro risponda (all'oggi non è giunta alcuna replica) ricordiamo che qui sono stati segnati dieci record mondiali dell'ora, sempre qui il 24 giugno 1965 si esibirono i Beatles e poi i Led Zeppelin, Santana. Ora è solo una pista della memoria purtroppo, abbandonata da tempo, senza un perché. Speriamo che il nuovo progetto (riveduto e corretto) non si "impantani" e il Vigorelli non rimanga ancora solo una voce su Wikipedia senza più aggiornamenti.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi