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Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2013 alle ore 09:04.

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Si spegne il sogno di Cardin. Naufragato il progetto del grattacielo Palais Lumière a Venezia - Foto

A un anno dalla presentazione si spegne il sogno del grattacielo di 60 piani che Pierre Cardin aveva progettato per riqualificare la zona di Porto Marghera a Venezia. Quella che doveva essere nel 2015 la decima torre più alta d'Europa non verrà più costruita.

Lo ha annunciato nei giorni scorsi l'ingegnere Rodrigo Basilicati, nipote dello stilista, amministratore delegato della società Concept Creatif Pierre Cardin SpA, che aveva realizzato il progetto: «Abbiamo dovuto recedere dalla Bozza di accordo di programma del 21 dicembre 2012 sottoscritta con le Autorità locali per la realizzazione a Marghera del Palais Lumière. La scelta si è resa inevitabile dopo che, a oltre due anni e mezzo dalla presentazione dell'iniziativa, non è stato possibile concludere la procedura con l'approvazione formale di un accordo con tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte».
Per Basilicati sono aumentati col tempo gli ostacoli procedurali, «fino alla recente presa di posizione del Ministero dei beni culturali circa la presunta esistenza in zona di un vincolo paesaggistico finora mai fatto valere nè applicato a tutti coloro che hanno edificato nella zona». Il nipote di Cardin lamenta che nel frattempo sono scaduti i termini massimi di efficacia dei contratti già conclusi per avere la disponibilità delle aree necessarie per la conclusione dell'iter amministrativo: «Abbiamo già investito nel territorio somme ingentissime per realizzare un sogno e contribuire così alla rigenerazione di Marghera: a tutt'oggi non si sono verificate le condizioni minime di certezza di consensi e tempi per proseguire l'attività e continuare a investire le somme ancora più cospicue richiesteci da ogni parte sia per le aree che per le procedure».

Grande delusione per lo stilista alla vigilia di suoi 91 anni
«Voleva fare la cose in regola come è solito fare ma la nebbia non si è mai diradata anzi con il passare dei mesi si è solo infittita». Usa questa metafora l'avvocato di Pierre Cardin, Sandro De Nardi, per giustificare la decisione irrevocabile dello stilista: il Palais Lumiere non vedrà la luce, né a Venezia, né altrove.
Troppa la delusione, come rivela De Nardi, a pochi giorni dal compleanno (spegnerà 91 candeline il 2 luglio) che Cardin sta cercando di superare alla sua maniera gettandosi sul lavoro: «È nel suo atelier di Parigi, davanti all'Eliseo - spiega l'avvocato - con le forbici in mano a completare in prima persona i costumi del dramma musicale Amleto che sarà presentato in prima mondiale il 3 agosto a Stia, nell'Aretino, dove Cardin ha la sua fonte di acqua minerale».
«Il fulmine a ciel sereno, che ha messo una mina pesantissima sull'iter e che ci ha stupiti, non essendo stata mai necessaria per altri interventi realizzati in quell'area, è stato il vincolo paesaggistico espresso dal parere dal Ministero, che ha anche interessato l'Unesco per capire se avesse osservazioni da fare".


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