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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2013 alle ore 18:54.

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Belfast (Ap)Belfast (Ap)

LONDRA. Coprifuoco a Belfast dopo una notte di scontri tra estremisti protestanti e polizia, durante i quali il deputato Nigel Dodds e 32 agenti sono rimasti feriti. La situazione resta tesa e per questo oggi altri 400 poliziotti sono arrivati dall'Inghilterra in aggiunta agli altri 630 inviati nei giorni scorsi, pronti a dare man forte ai colleghi dell'Irlanda del Nord in caso di nuove violenze.

Il commissario capo della polizia dell'Irlanda del Nord Matt Baggott oggi ha definito le violenze "deprecabili e vergognose". Vergognose, ma non sorprendenti: la Orange Parade del 12 luglio è il clou della "stagione delle marce" tra aprile e agosto, una serie di 550 manifestazioni protestanti che ogni anno provocano tensione e sfociano in scontri. Centinaia di marce in tutta l'Irlanda del Nord sono state del tutto pacifiche, mentre a Belfast la situazione è degenerata.

Dopo un crescendo di tensione negli ultimi giorni le violenze nella zona nord di Belfast hanno coinvolto anche molte donne e bambini oltre al deputato per la circoscrizione di Belfast Nord, che era andato alla marcia per invitare alla calma ma è stato colpito alla testa da un manifestante e portato in ospedale. I dimostranti hanno tirato bombe Molotov, mattoni e pietre alla polizia che ha risposto sparando proiettili di plastica e usando il cannone ad acqua. Bombe incendiarie sono state anche lanciate contro la chiesa cattolica di San Matteo e decine di manifestanti sono stati arestati.

Gli scontri sono scoppiati quando la polizia è intervenuta per far rispettare ai manifestanti il divieto di passare nella zona cattolica di Ardoyne per evitare provocazioni. L'Orange Order, che organizza le marce, non accetta il divieto deciso dalla Parades Commission, che considera discriminatorio. La Commissione, che è un ente indipendente istituito proprio per prevenire violenze durante le marce, ha vietato il transito per evitare il ripetersi degli scontri dello scorso anno tra estremisti protestanti e cattolici ad Ardoyne.

La Orange Parade ha un grande significato simbolico per i protestanti dell'Ulster, perché commemora la vittoria del loro eroe Guglielmo III d'Orange contro il re cattolico Giacomo II nella battaglia del Boyne nel 1690. Edward Stevenson, il "grande maestro" o leader dell'Orange Order, sostiene che le autoritá non sostengono i protestanti mentre i repubblicani stanno facendo "una guerra culturale per cancellare tutti i simboli della Gran Bretagna".

Stevenson in un discorso ai manifestanti ha ricordato una serie di recenti episodi che a suo dire dimostrano l'accanimento delle autoritá contro i protestanti, come la decisione di non far sventolare l'Union Jack, la bandiera britannica, dal municipio di Belfast ogni giorno e quella di dare a un nuovo parco giochi per bambini il nome di un terrorista dell'Ira. Il vicepremier dell'Irlanda del Nord Martin McGuinness, membro di Sinn Fein ed ex membro dell'Ira, ha detto che i cattolici vogliono solo la pace e l'integrazione e la colpa delle "vergognose violenze é interamente a carico dell'Orange Order."

Il mese scorso il Governo britannico aveva ospitato il G8 in Irlanda del Nord per sottolineare il successo del processo di pace e il presidente americano Barack Obama a Belfast aveva chiesto l'eliminazione dei cosiddetti "muri della pace" che dividono le zone protestanti da quelle cattoliche. Gli scontri di ieri dimostrano che le tensioni tra repubblicani e unionisti sono ancora profonde. La pace faticosamente conquistata in Ulster resta fragile.

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