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Questo articolo è stato pubblicato il 03 agosto 2013 alle ore 14:56.

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Il viceministro alle Infrastrutture Vincenzo De Luca è indagato per concorso in abuso d'ufficio in relazione a due delibere approvate dalla giunta comunale di Salerno nel 2007 e nel 2008 in violazione di norme tecniche e urbanistiche per la costruzione del Crescent, un mega-complesso edilizio che si affaccia sul lungomare del capoluogo.
De Luca, ancor oggi sindaco della città, è stato iscritto nel registro degli indagati la vigilia di Natale 2012 ma solo nei giorni scorsi, quando i pm della Procura di Salerno Alfano e Valenti hanno chiesto una proroga delle indagini in ragione della complessità delle investigazioni (proroga che terminerà il 6 febbraio 2014), la notizia è diventata pubblica.

Oltre a De Luca, avvisi di garanzia sono stati notificati a sette assessori in carica e a tre ex componenti che avrebbero votato i provvedimenti finiti nel mirino della magistratura, e a un imprenditore edile.

Mezzaluna di cemento. Il Crescent è una struttura privata, disegnata dall'archistar Ricardo Bofill, alta 28 metri e lunga quasi 300 che si svilupperà, a mezzaluna, tutt'attorno a piazza della Libertà, davanti alla spiaggia di Santa Teresa, a Salerno. Il costo complessivo dell'opera si aggira sui cento milioni di euro. Ospiterà negozi, parcheggi e appartamenti (con una quotazione di 10mila euro a mq). Oggi, una piccola porzione del cantiere, ufficialmente aperto nel 2011, è sotto sequestro dopo i ventuno esposti che il comitato No Crescent e Italia Nostra hanno presentato presso l'ufficio inquirente retto, fino a pochi giorni fa, dal nuovo procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

Ambientalisti all'attacco. Quello attuale è il secondo procedimento a carico del viceministro De Luca che nasce dalle denunce degli ambientalisti per presunte violazioni di norme urbanistiche e paesaggistiche. Nel 2011, infatti, in piena campagna elettorale per le amministrative (vinte poi con il 74 per cento dei suffragi), De Luca ricevette un avviso di garanzia sempre per il reato di concorso in abuso d'ufficio. Le indagini preliminari di questo primo troncone d'inchiesta si sono concluse nel dicembre scorso (quindi in concomitanza con l'avvio del nuovo procedimento) e a tutt'oggi la Procura non ha ancora reso note le sue determinazioni al riguardo: se chiedere, cioè, il rinvio a giudizio oppure archiviare. È probabile che se ne saprà qualcosa di più in autunno.

Silenzio-assenso d'agosto. Nel primo filone è indagato con De Luca anche l'ex Soprintendente Giuseppe Zampino per l'autorizzazione, secondo il principio del silenzio-assenso, concessa al progetto nell'agosto 2009 quando cioè, sostengono gli ambientalisti, sarebbe stato impossibile per gli uffici tecnici riuscire ad approfondire e studiare l'intero progetto. Sempre secondo le denunce del Comitato No Crescent e di Italia Nostra, il Comune avrebbe inoltre avallato il progetto di trasformazione di piazza della Libertà, dove poi sorgerà il Crescent, senza alcun tipo di interlocuzione con la Regione Campania e in mancanza di valutazioni d'impatto ambientale. Contestazione, quest'ultima, confermata poi dai fatti: nel luglio 2011, la giunta comunale è stata costretta ad approvare una delibera per autorizzare una variante al progetto (costo 8 milioni di euro) per impermeabilizzare gli scavi. C'era troppa acqua nei cantieri e nessuno dei progettisti se n'era accorto.

Dall'entourage del viceministro fanno comunque però sapere che tutte le procedure sono state autorizzate secondo legge e che nessuna norma è stata violata.

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