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Questo articolo è stato pubblicato il 23 agosto 2013 alle ore 14:31.

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Cedrick Mabwati e Gareth BaleCedrick Mabwati e Gareth Bale

Novanta milioni e 833mila. È il rapporto tra la somma pagata per Gareth Bale, prossimo giocatore del Real Madrid (oggi si attende l'annuncio ufficiale), e quella sborsata per Cedric Mabwati Gerard, da qualche settimana in forza al Betis Siviglia. I numeri sono impietosi. Per prelevale il fuoriclasse gallese del Tottenham, il presidente dei galattici Florentino Perez ha stanziato la somma monstre di 109 milioni di euro. Da versare a stretto giro di posta. E senza contropartite, almeno a giudicare dalle ultime dichiarazioni dal numero uno degli Spurs, Daniel Levy, un vecchio lupo di mare in materia di affari applicati al pallone.

Il Real aveva offerto 90 milioni più il cartellino del difensore portoghese Fabio Coentrao, valutato 20 milioni. Levy ha detto no e ha puntato i piedi. Per Bale servono 110 milioni, prendere o lasciare. Il Real ha scelto di prendere e nelle prossime ore spiegherà le ragioni di questa scelta a tutto il mondo. Per Cedric Mabwati è andata diversamente. Betis e Numancia hanno risolto il trasferimento in pochi minuti. Costo dell'operazione: un euro e venti, il prezzo di un caffè. Tra gentiluomini, questo e altro.

Difficile spiegare le logiche che stanno dietro all'acquisto più costoso della storia del calcio. Sia chiaro, Bale è un campione, un giocatore capace di cambiare la partita in qualsiasi momento. Sulla fascia, è quasi imprendibile. Corre come un ossesso e ha due piedi che gli permettono di fare qualunque cosa. Lo sa bene il popolo interista. Il 20 ottobre del 2010, sul campo di San Siro, Bale ha messo a dura prova le coronarie di Rafa Benitez, allora tecnico dell'Inter. Tre gol tre, uno di seguito all'alto. Al 52', al 90' e al 91'. Inter avanti 4-0 sul Tottenham e poi vicinissima al capitombolo drammatico per opera del furetto gallese, che in quella gara è stato letteralmente imprendibile. Un percorso, quello di Bale, in continua crescita.

Fino alla gloria della scorsa stagione, in cui realizza complessivamente 25 reti in 43 gare con la maglia degli Spurs, tra campionato, coppa nazionale ed Europa League. Un bomber travestito da incursore di fascia. Un po' come il suo nuovo collega al Real, tal Cristiano Ronaldo, meglio noto come CR7, che nel 2009 venne prelevato dal Manchester United per la somma di 94 milioni di euro. Prima dell'avvento di Bale, era stato proprio lui, CR7, il calciatore più costoso della storia del pallone. A Madrid il denaro non è mai stato un problema. Del resto, nel 2012 il fatturato delle merengues è stato pari a 512 milioni di euro. Come dire, portafogli gonfio e stomaco pieno. Tutto torna.

Anche Cedric Mabwati gioca sulla fascia. Ha 21 anni e arriva dal Congo. Il Numancia l'ha fatto suo nell'agosto del 2010. E' cresciuto nelle giovanili dell'Atletico Madrid, ma per trovare spazio ha dovuto cambiare città. In Castiglia, Cedric ha fatto bene da subito. Tanto che il club che ha base nella città di Soria e che milita nella seconda divisione spagnola gli ha consegnato presto la maglia da titolare. Tre campionati, 108 presenze e 13 gol. Il Betis ha preso nota e qualche settimana fa l'ha fatto salire nella Liga. A costo zero, o quasi.

Era svincolato, un caffè tra i dirigenti delle due squadre e la faccenda si è risolta per la felicità di tutti. Qualche giorno fa, la prima gara nel massimo campionato spagnolo. Avversario di turno, il Real dei fenomeni. A Madrid, si gioca per un risultato sulla carta già scritto. Peccato che al minuto numero 14 il Betis passi in vantaggio grazie al gol di Molina. Indovinate di chi è la firma dell'assist decisivo? Troppo facile: Cedric Mabwati, che nella prima mezz'ora di gioco mette a ferro e fuoco la fascia destra dei galattici. Potrebbe essere l'inizio di una carriera folgorante. Oppure l'acuto fuori dal coro di un buon giocatore destinato a raccogliere applausi nella periferia del calcio d'elite. Nell'attesa di sapere cosa ne sarà di lui, oggi registriamo la distanza siderale tra il valore riconosciuto a due giocatori che un giorno potrebbero diventare compagni di squadra. Come disse Antoine de Saint Exupéry, "le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua".

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