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Questo articolo è stato pubblicato il 20 settembre 2013 alle ore 19:01.
L'ultima modifica è del 20 settembre 2013 alle ore 18:49.

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Congresso Pd l'8 dicembre. Accordo nella notte sulle regole

E' stato raggiunto nella notte l'accordo in commissione congresso per le regole delle assise del Pd, le modifiche sono passate senza i voti dei renziani. È stata accolta la proposta di Guglielmo Epifani di celebrare le primarie per la scelta del segretario l'8 dicembre, i congressi regionali si terranno a marzo, dopo quelli provinciali e di circolo.
Ci sarà anche una modifica del Statuto, all'articolo 3, che permetterà ad altri oltre al segretario di partecipare alla corsa per la leadership a palazzo Chigi. L'assemblea nazionale è iniziata con la relazione di Roberto Gualtieri che ha illustrato le proposte di modifica su cui si voterà in mattinata.

I termini dell'accordo.

L'8 dicembre sarà la data delle primarie nazionali. Potranno votare alle primarie quanti si iscriveranno all'albo degli elettori fino al momento del voto. Il contributo é fissato in due euro. I congressi provinciali e di circolo partono subito mentre le candidature si possono presentare entro l'11 ottobre. I congressi regionali si terranno entro il 31 marzo. Oggi l'assemblea é chiamata anche a modificare l'articolo 3 dello statuto in base al quale il partito propone come candidato il segretario. Potranno partecipare alle primarie di coalizione per la premiership anche altri iscritti al partito.

Intanto ieri è arrivato dal segretario Gulgielmo Epifani un appello al Governo per evitare l'aumento dell'Iva dal 21% al 22 per cento dal primo ottobre. Lo fatto intervenendo all'Assemblea del partito in corso oggi e domani a Roma. «Troverei fortemente sbagliato - ha spiegato Epifani - che dopo aver tolto l'Imu si vada ad aumentare un punto dell'Iva che va ad incidere sui ceti popolari». Il segretario ha aggiunto che «non si può far passare il Pd per il partito delle tasse».

Congresso, una data intermedia che scontenta tutti
Inoltre ha proposto la data del congresso, l'8 dicembre, diversamente da quanto proposto dai renziani, il 24 novembre, e dalle altre correnti del partito, con Bersani in testa, ovvero il 15 dicembre. «Da statuto - ha detto Epifani - spetta al presidente fissare la data: ho parlato con i due vice-presidenti (poiché il presidente in questo momento non c'è, ndr) e propongo, a nome loro, di fissare la data dello svolgimento finale del congresso per l'8 dicembre». A questo punto mediazione trovata o tutti scontenti?

Nel suo primo intervento dal palco, il segretario ha difeso le scelte del partito sulla decadenza di Berlusconi: «Rappresentiamo il primo partito del Paese. E dobbiamo essere coerenti con quello che ci chiedono gli elettori. Lo ha dimostrato il voto in Giunta e lo dimostrerà anche il resto del percorso che coerentemente siamo impegnati ad attuare». E ammette: «Siamo stanchi, irritati, per questo esasperato uso di una vicenda personale. Non se ne può più».

Superata la pacificazione, Berlusconi vuole un Governo di parte
In un altro passaggio del suo discorso in apertura dei lavori, Epifani spiega che «l'ipoteca posta da Berlusconi è chiara: non più un governo di pacificazione, ma un governo che deve avere un contenuto e un programma di parte, che sarebbe quella del centrodestra». «Per noi il governo di servizio é altra cosa, traghettare il Paese, serve a portar fuori il Paese dalla crisi». Il Pd, poi, non deve tradire i propri valori e le proprie priorità: «non può inseguire soltanto il terreno scelto dagli altri, dobbiamo fare ogni sforzo anche se difficile per mettere i problemi reali al centro del lavoro del governo e del Parlamento».

Pd schiacciato dalla capacità di comunicazione del Cavaliere
Il rischio, ancora una volta, è quello di essere schiacciati dalla capacità di comunicare del Cavaliere e, per estensione, del centrodestra, al punto che il segretario è costretto a ribadire l'estraneità del partito a quello che è ormai un luuogo comune. Il Pd, spiega, «non è il partito delle tasse. Siamo il partito del fisco giusto ed equo di chi non vuole più condoni, difensori del principio che chi più ha più paga chi meno ha meno paga». L'assemblea è, inevitabilmente, anche occasione di autocritica. «C'è qualcosa da correggere - ammette Epifani - e c'è anche qualcosa da correggere nella metodologia del governo. Su provvedimenti da assumere da qui alla fine dell'anno, come Imu, Iva e legge di stabilità, bisogna che vengano attuati contestualmente, senza isolarli uno dall'uno».

Il rischio di una rottura tra le varie componenti
L'assemblea, convocata per indicare la data del congresso, potrebbe anche essere il palcoscenico di una clamorosa rottura interna, come dimostrano i prolungati lavori - fino a ridosso dell'apertura ufficiale dei lavori - della commissione incaricata di scrivere le regole congressuali. La Commissione congresso del Pd, insomma, ha chiuso sulle regole in vista del congresso. Ora i commissari stanno stendendo il testo che dovrà essere votato domani in Assemblea. Tra le novità i congressi regionali dopo il nazionale ed entro tre mesi e modifiche anche alle norme dello statuto sul segretario.

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