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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2013 alle ore 06:46.

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ROMA
Un taglio del cuneo da 2,5 miliardi per lavoratori e imprese, con l'obiettivo di aumentare la dote. Una nuova service tax denominata Trise a carico di proprietari di immobili e inquilini con la possibilità per i comuni di maggiorarla rispetto all'Imu sull'abitazione principale dell'1 per mille. Un piano di tagli su pubblico impiego, con anche un contributo di 5-10 euro sui concorsi pubblici, sanità (ma per non più di 500 milioni nel 2014) e un mini-pacchetto previdenza con la sterilizzazione degli assegni oltre 3mila euro e l'ipotesi di ripristinare un contributo sulle pensioni oltre i 100mila euro ma a vantaggio di tutto il sistema previdenziale. Il tutto accompagnato dall'aumento della mini-patrimoniale targata Monti sul deposito titoli, dall'introduzione dell'imposta di bollo da 16 euro per i documenti on line e da una stretta sulle compensazioni debiti-crediti. Sono questi i binari su cui viaggia la legge di stabilità da 11-12 miliardi che sarà varata oggi. La ex Finanziaria è ancora un cantiere aperto. Con la possibilità di riservare qualche sorpresa. Come il taglio delle detrazioni Irpef.
Un riduzione, quest'ultima, di uno o due punti percentuali (dal 19% al 18% o 17%) su cui nella notte è proseguita la riflessione dopo l'altalena sull'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%, peraltro non confermata dall'esecutivo. Ma in serata si sarebbe intensificato il pressing della Cgil e di una parte del Pd per far passare questa misura. L'esito del ballottaggio tra le misure, il taglio degli sconti fiscali per tutti e l'aumento del prelievo sulle rendite finanziarie, si conoscerà solo oggi pomeriggio.
Ieri Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia hanno smentito a più riprese i contenuti delle bozze in circolazione. Ma almeno due capitoli appaiono già abbastanza stabili. Anzitutto quello delle misure per le imprese, con il potenziamento dell'Ace (Aiuto alla crescita economica), la rivalutazione dei beni d'impresa, nonché la proroga con "decalage" triennale del bonus per ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici. In stato avanzato anche la riforma della tassazione immobiliare con il passaggio da Imu a Tares alla service tax denominata Trise.
Se da una parte con il taglio al cuneo fiscale il Governo punta all'aumento delle detrazioni Irpef per i redditi da lavoro dipendente (pensionati esclusi) e quelli assimilati (borse di studio o compensi agli amministratori) dall'altra potrebbe procedere alla prima "sforbiciata lineare" sulle detrazioni Irpef al 19% oggi riconosciute a tutti i contribuenti al 19%. Una riduzione di 1 o 2 punti percentuali che andrebbe a colpire, ad esempio, gli sconti sulle spese sanitarie, per portatori di handicap, polizze vita, interessi mutui prima casa o quelle per l'istituzione. Ma il confronto sul taglio alle tax expenditures è tutt'ora aperto.
Lo schema del Ddl porta anche altre novità fiscali. A partire dalla revisione della deducibilità dei canoni di leasing e dall'aumento al 2 per mille della mini-patrimoniale sui depositi finanziari (conti correnti esclusi). Non solo. Dalla libera compensazione alla stretta per imprese e professionisti il passo è breve. A partire dall'anno d'imposta 2013 per ottenere le compensazioni di crediti di imposte dirette superiori a 15mila euro (come avviene oggi per l'Iva) sarà necessario ottenere il visto di conformità di un professionista abilitato. Se confermata, poi, la stretta sui rimborsi Irpef potrebbe riguardare anche quelli dell'assistenza fiscale. Per importi superiori a 4mila euro le Entrate potrebbero chiedere un "supplemento" di verifica sulla documentazione presentata dai contribuenti, con ritardi di 6 mesi di partenza nell'incasso del rimborso.
Sul fronte dei tagli, la sanità dovrebbe contribuire per il 2014 per non più di 500 milioni. Il pilastro portante del capitolo delle riduzioni di spesa sarà invece quello del pubblico impiego, dal quale arriveranno non meno di 1,5 miliardi nel prossimo 5 anni, di cui quasi la metà già nel 2014. Oltre all'opzione contributo fisso sui concorsi pubblici arriva un giro di vite sulla contrattazione, bloccata per tutto il prossimo ano, e sul turn over. Previsto anche un tetto sulle retribuzioni di tutto il personale statale e un taglio del 10% degli straordinari. Quanto alle pensioni, confermata la sterilizzazione degli assegni sopra 3mila euro. In arrivo una stretta sulle indennità di accompagnamento degli over 65.

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