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Questo articolo è stato pubblicato il 25 ottobre 2013 alle ore 13:27.

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Thohir, Nicola Ventola e Kartika LuyetThohir, Nicola Ventola e Kartika Luyet

Spiegano fonti bene informate che Erick Thohir sia una persona accorta e misurata. Poche parole e al momento giusto. Come fanno gli uomini che non devono chiedere mai e che possono permettersi di coltivare sogni grandi così perché il quotidiano garantisce loro prati di felicità e un conto in banca da paperoni. Con l'Inter, tutto fatto. Il tempo di certificare l'avvento del magnate indonesiano nella Milano neroazzurra e poi si dia fiato alle trombe. È cominciata una nuova era per chi tifa Beneamata, ricca di promesse e di speranze, di lustrini e cotillons.

Anche il presidente Moratti non vede l'ora di brindare al nuovo corso. Perché è tifoso pure lui e non da anni, da generazioni. Il coro si alza al cielo: viva Thohir, viva il restauratore dal vello d'oro che cambierà le sorti dell'Inter. Andrà tutto benissimo, anzi, di più. Poi, la rivelazione. Inattesa e deflagrante come un'abbuffata di cozze di prima mattina. «Il mio idolo? Nicola Ventola. Tutti bravi a dire Rummenigge».

Cominciamo dalle attenuanti, poche ma onorevoli. L'umorismo indonesiano non fa parte del nostro dna. Non lo conosciamo, facciamo fatica a interpretarlo e a sorridere al momento giusto. Capita, succede, è un problema che vale per tutti. Siamo pronti a scommettere che a Giacarta non riderebbero al volo alle freddure di Lillo e Greg. Insomma, magari Thohir ha voluto fare una battuta e non l'abbiamo capito. Coraggio, sarà andata quasi certamente così.

E poi che cosa dire dello slancio intellettualmente sofisticato e quindi straordinario con cui il nuovo patron dell'Inter ha voluto prendere le distanze dalla banalità di una dichiarazione che sarebbe stata accolta come noiosa e assolutamente prevedibile? Troppo facile fare il nome di Rummenigge. Dai, è roba da nostalgici con la puzza sotto il naso. Sa anche di snob, a dirla tutta. Meglio spiazzare la platea con un nome che riporta alla mente gloria e trionfi, incenso e mirra. Meglio dire Ventola, ecco. Che non sarà magari stato fortissimo come Rummenigge, ma vuoi mettere la soddisfazione di regalare una gioia da favola ai collezionisti di figurine che in queste ore stanno facendo affari d'oro con l'immagine di un don qualsiasi che si è fatto santo in una notte?

Alla notizia dell'incoronazione, Ventola ha rischiato una crisi coronarica. «Ma come, proprio io? Non si fanno questi scherzi a quest'ora del mattino», ha detto dalla sua casa californiana ai tantissimi giornalisti che gli chiedevano conto della rivoluzione thohiriana. Un paio di respiri lunghi, mezzo litro di acqua fresca e poi si ricomincia con un altro spirito. «Facendo il mio nome, ha dimostrato di avere una visione del club a 360 gradi», ha detto ringalluzzito a Panorama.it. «Thohir deve essere una persona seria, e Moratti, al quale resto molto affezionato, l'ha capito. Può darsi che gli piacciano quelli magari un po' scarsi, ma combattenti», le parole consegnate invece alla Gazzetta dello Sport in edicola stamani. Ecco, Ventola mette da parte l'orgoglio e apre il cuore. Non era un fuoriclasse, un campione senza tempo, un asso da Pallone d'oro, questo possiamo dirlo e lo riconosce anche lui. Ma se parliamo di combattenti, be', qui non c'è lotta. Ventola numero uno. Tutta la vita. Thohir ci ha visto lungo. Anzi, lunghissimo.

E sì, perché poi, fatti due conti e ripresi dallo spavento, viene in mente che la bellissima moglie di Nicky, la supermodella Kartika Luyet, ha origini indonesiane da parte della mamma. Da qui, il sospetto, che si allarga sui social network con la voracità di uno squalo bianco: vuoi vedere che il nuovo patron dell'Inter è affezionato ai colori della propria bandiera tanto da metterla spesso e volentieri davanti a tutto? Anche a Rummenigge? Con Radja Nainggolan, il centrocampista del Cagliari che l'Inter segue e insegue ormai da mesi, era andata più o meno allo stesso modo. Da quando Thohir ha saputo che il gioiello di Cellino possedeva geni indonesiani l'ha messo in cima alla lista dei desideri. Perché altro non si può e si deve fare. Tutto risolto. Tifosi interisti, potete riprendere a respirare. Si tratta semplicemente di una questione di affetto, nulla più. Va bene, è vero, oltre a considerare Ventola il suo mito in neroazzurro, Thohir vanta pure un figlio che predica il bianconero della Juventus, ma che ci volete fare, il mondo è bello perché è vario. Su Twitter, ha già fatto scuola il cinguettio di tal Sergio Granata (@sergiogranata): "La Gazzetta dello Sport pronta a ritirare i Dvd di #Maradona per distribuire quelli di #Ventola". Come dire, se non siete ancora andati in edicola, è arrivato il vostro momento.

@dario_pelizzari

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