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Questo articolo è stato pubblicato il 29 ottobre 2013 alle ore 14:41.
L'ultima modifica è del 29 ottobre 2013 alle ore 21:39.

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«Dopo otto trimestri di contrazione, gli indicatori congiunturali segnalano che l'attività economica si è finalmente stabilizzata, avviandosi verso una graduale ripresa». Lo ha detto il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni parlando in audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato. Il ministro però ha stimato nel 2013 la contrazione del Pil italiano «all'1,8%». Una peggioramento rispetto alla precedente stima del governo, contenuta nella nota di aggiornamento del Def, che prevedeva un -1,7%. Mentre la stima della crescita del Pil nel 2014 è rivista al rialzo al +1,1% (rispetto all'1%)

Più soldi per il cuneo? Trovare le risorse
Rispetto alle richieste di imprese e sindacati di destinare più risorse al taglio del cuneo fiscale il ministro ha messo le mani avanti:«È evidente che non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali più ampi». Il problema sono le coperture: «Poiché nessuno ipotizza di finanziare gli interventi per la riduzione del cuneo fiscale aumentando il disavanzo - ha aggiunto il ministro - chi è favorevole a misure più incisive dovrebbe indicare quali spese ridurre o su quali maggiori entrate fare affidamento». Anche se il ministro si è disponibile a ridiscutere con il Parlamento «l'allocazione delle risorse del cuneo per esempio in favore delle famiglie numerose».

Entrate straordinarie da rivalutazioni Bankitalia e rientro capitali
Saccomanni ha ricordato che la legge di stabilità «non tiene conto di entrate straordinarie che il Governo programma di realizzare, come quelle connesse con la rivalutazione dell'attivo della Banca d'Italia e il rientro dei capitali all'estero, nonché dei proventi dell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale». In particolare il valore delle quote del capitale di Bankitalia ammonta a un valore che va «dai 5 ai 7 miliardi» ha detto il ministro, che annunciato un apposito ddl in materia. E ha aggiunto che «è necessario prevedere una riduzione del ruolo del contante nei pagamenti in funzione della tracciabilità».

Risparmi spesa destinati al taglio tasse

Il ministro ha assicurato «le risorse che si renderanno via via disponibili saranno destinate a riduzione della pressione e del cuneo fiscale». Mentre le eventuali ulteriori risorse che dovessero essere reperite da entrate di carattere straordinario per il Governo dovrebbero «essere utilizzate per rafforzare il pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche» (i dati aggiornati sui pagamenti della Pa forniti dal ministro dicono che sono «circa 22 miliardi» le risorse erogate agli enti debitori, e di questi, 17,8 miliardi sono arrivati alle imprese). Il ministro ha assicurato che «gli ulteriori risparmi derivanti dall'attività di revisione della spesa verranno destinati prioritariamente alla riduzione della pressione fiscale». Essenziale dunque il ruolo della spendig review «per poter allentare l'elevata pressione fiscale che grava sulle famiglie e sulle imprese, specialmente sui contribuenti onesti».

Tasi, non escluso il ritorno delle detrazioni

Sul fronte immobiliare Saccomanni ha detto che sulla Tasi «non é escluso si debba tornare alle detrazioni». E ha ribadito che il gettito della Tasi ad aliquota standard (1 per mille) pari a 3,7 miliardi è inferiore al gettito di 4,7 miliardi oggi garantito ad aliquota standard, dall'Imu sull'abitazione principale e dalla Tares sui servizi indivisibili. Aggiungendo che «al fine di non aumentare il prelievo fiscale complessivo sui contribuenti vengono previsti limiti alla manovrabilità complessiva dei Comuni. Per l'anno 2014 l'aliquota massima della Tasi relativa all'abitazione principale non può eccedere il 2,5 per mille». Anche se «un rischio di aliquote elevate per la tassa rifiuti c'è».

Obiettivo pareggio strutturale di bilancio
Il ministro ha rivendicato l'azione del governo per tenere sotto controllo il deficit («Le politiche per la crescita vanno contemperate con il risanamento della finanza pubblica»), ricordando però che l'obiettivo è il pareggio di bilancio e il calo del debito: «L'indebitamento netto deve restare entro la soglia del 3%, ma il rispetto di tale obiettivo non è sufficiente: il disavanzo strutturale deve tendere verso il pareggio, il peso del debito deve ridursi. Raggiungere questi risultati è interesse prioritario del nostro Paese»

Debito 2013 salirà a 132,9%
Anche perché sul fronte del debito i numeri sono negativi. Il rapporto tra il debito e il Pil è previsto crescere ulteriormente nel 2013 al 132,9% (dal 127% del 2012). Di soli interessi, ha detto il ministro, i cittadini pagheranno 1.400 euro ciascuno.

Spread a 200 punti nel 2014
Buone notizie arrivano però dal fronte dello spread perché «Si ipotizza una graduale riduzione del differenziale di rendimento sui titoli di Stato decennali rispetto a quelli tedeschi: a 200 punti base nel 2014 e a 100 nel 2017, un livello comunque più elevato di quelli prevalenti prima della crisi

In tempi brevi misure su privatizzazioni e competitività
Saccomanni ha inoltre ribadito che l'intenzione del governo è varare in tempi brevi «Misure aggiuntive per privatizzare parte del patrimonio pubblico e rendere più competitivo il sistema produttivo». Lo ha fatto aggiungendo che «si intende anche intervenire sulla regolamentazione delle società controllate».

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