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Questo articolo è stato pubblicato il 04 novembre 2013 alle ore 10:31.
L'ultima modifica è del 04 novembre 2013 alle ore 18:49.

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L'Istat: nel 2013 il Pil crolla dell'1,8%. Ripresa (più contenuta) nel 2014: +o,7%L'Istat: nel 2013 il Pil crolla dell'1,8%. Ripresa (più contenuta) nel 2014: +o,7%

Un rallentamento consistente, quindi una mini-ripresa che non arriva però a compensare il calo precedente. Nel 2013, stima l'Istat nelle Prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014, il Pil italiano crollerà dell'1,8%. La ripresa ci sarà nel 2014 con il Pil in aumento, in termini reali, dello 0,7%. Sarà dunque meno forte del previsto dall'Esecutivo: in occasione della Giornata del risparmio, infatti, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni aveva previsto una crescita del prodotto interno lordo dell'1,1% per il prossimo anno. «La coperta resterà corta anche se riusciremo con un grande sforzo collettivo di responsabilità e coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l'economia italiana», ricorda il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, parlando dei compiti dell'Italia e delle forze armate.

Saccomanni: il Governo ha opinioni leggermente diverse dall'Istat
«Abbiamo opinioni leggermente diverse», commenta il ministro, a Londra per incontrare il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne. «La differenza modesta è dovuta alle attività del processo di riforma strutturale» e «alle misure sui rimborsi del debito Pa. Non so in che misura l'Istat stia tenendo conto anche di questi fattori». Il responsabile del Tesoro conferma che «l'economia entrerà in ripresa nel quarto trimestre» di quest'anno e «l'anno prossimo».

Brunetta: se Saccomanni sbaglia salta l'impianto della legge di Stabilità
Se le previsioni del ministro Saccomanni sulla crescita del Pil fossero sbagliate, avverte il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, «salterebbe l'intero impianto macroeconomico su cui si regge la Legge di stabilità». «Speriamo proprio - afferma - che nella guerra delle previsioni sul Pil 2014 abbia ragione il ministro dell'Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, che nella Legge di stabilità stima una crescita dell'1,1% (in rialzo dello 0,1% rispetto alla Nota di aggiornamento al Def di settembre) e torto l'Istat, che nel suo ultimo bollettino, oggi, riporta una crescita dello 0,7%». Perché «se il ministro Saccomanni non avesse ragione - osserva l'ex ministro -, salterebbe l'intero impianto macroeconomico su cui si regge la Legge di stabilità. La pressione fiscale, infatti, piuttosto che diminuire, nel triennio, dal 44,3% nel 2013 al 43,3% nel 2016, aumenterebbe dal 44,3% nel 2013 al 44,6% nel 2016. E molto probabilmente - conclude - sarebbe a rischio anche il rispetto del parametro del 3% relativo al rapporto deficit/Pil, con conseguente riapertura della procedura per disavanzo eccessivo da parte della Commissione europea nei confronti dell'Italia».

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