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Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2013 alle ore 08:27.

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I morti nelle Filippine per il super tifone Haiyan sono almeno 1.200. Un bilancio tragico, riferito dalla Croce Rossa. Almeno 1.000 vittime si conterebbero a Tacloban, capitale di Leyte, isola in cui abitano circa due milioni di persone, e 200 nella provincia di Samar. Gli sfollati sono 800mila. «I cadaveri sono distesi sulle strade e almeno altrettanti sono i feriti», ha detto John Andrews, vice direttore generale delle autorità dell'aviazione.
Haylan che su Leyte si era abbattuto con venti di circa 315 km l'ora, si sta dirigendo adesso verso il Vietnam, dove è cominciata l'evacuazione dai villaggi di almeno 100.000 residenti nelle province centrali di Danang e di Quang Ngai. Le scuole sono rimaste chiuse e gli abitanti stanno trovando ripari in centri di raccolta messi in piedi negli edifici pubblici. Le immagini sono state mandate in onda da una troupe della televisione Abs-Cbn con cui però da allora si sono persi i contatti.
Non si vedeva un tifone così (da non confondersi con gli uragani che hanno origine nell'Oceano Atlantico) da circa 50 anni ed è stato un caso altrettanto raro che il tifone Haiyan sia "atterrato" in una zona densamente popolata: sono queste le caratteristiche che hanno creato un evento straordinario e tremendo, che ha causato almeno 1.200 morti. «È un tifone di categoria 5, un evento portentoso della natura», osserva Alfonso Sutera, del dipartimento di Fisica dell'università Sapienza di Roma.
Le Filippine sono particolarmente esposte a tempeste fortissime, perché l'arcipelago è il primo bastione di terraferma che i tifoni, che si formano nell'Oceano Pacifico, incontrano nel loro cammino. Nel 2012 il tifone Bopha causò duemila tra morti e dispersi. Haiyan dovrebbe avviarsi verso il mar della Cina dove c'è il rischio che guadagni ancora potenza prima di minacciare Vietnam e Laos.
Papa Francesco ha invitato tutti «a unirvi a me nella preghiera per le vittime del tifone Haiyan-Yolanda, specialmente quelli nelle amate isole delle Filippine».
Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha proposto degli aiuti d'urgenza per le Filippine colpite dal violento tifone Haiyan. «La Commissione europea ha già inviato una squadra per assistere le autorità e siamo pronti a contribuire con aiuti d'urgenza se ci viene chiesto», ha scritto Barroso, in una lettera resa pubblica dai suoi servizi, al presidente filippino, Benigno Aquino.
Anche il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp) è mobilitato per assistere il governo delle Filippine per aiutare le persone colpire dal super tifone Haiyan. Ieri operatori del Wfp si sono uniti al governo in una verifica congiunta dei danni nelle provincie di Leyte e Samar e altri team sono pronti a intervenire, si legge in un comunicato diffuso dall'agenzia dell'Onu in cui si sottolineana che il Wfp sta movimentando i propri stock alimentari nei depositi di pronto intervento umanitario in giro per il mondo.
L'agenzia dell'Onu ha subito messo a disposizione 2 milioni di dollari per la risposta all'emergenza. Nel frattempo, 40 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico verranno spediti, nei prossimi giorni, da Dubai.
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1.200 La tragedia dei morti e dispersi Almeno 1.000 vittime a Tacloban (Leyte) e 200 nella provincia di Samar
800 mila L'esercito degli sfollati I senzatetto sono almeno 800mila e almeno altrettanti sono i feriti

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