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Questo articolo è stato pubblicato il 02 dicembre 2013 alle ore 06:39.

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C'è pure lo sport, tra le eccellenze del Trentino. Una terra favorita dall'essere una sorta di palestra a cielo aperto, ma anche organizzata e attiva, ad esempio, sul piano dell'ospitalità: così si spiegano il buon numero di manifestazioni nazionali e internazionali che hanno luogo da queste parti e la notevole affluenza di team (di varie discipline) per i ritiri.
La vocazione della provincia è confermata dall'indice di sportività, frutto di una ricerca del Gruppo Clas pubblicata dal Sole 24 Ore. Nelle sette edizioni dell'indagine, per trovare Trento basta scorrere le primissime posizioni della classifica: vittoria nel 2007 (anno in cui arrivò anche il successo nella Qualità della vita), secondo posto nel 2008 e nel 2009, quarto nel 2010, di nuovo primo nel 2011, terzo nel 2012 e secondo quest'anno. Peraltro, dalla rielaborazione fatta per la Qualità della vita 2013, e basata sui parametri sportivi a più alto contenuto "sociale", arriva un altro primato.
A raggiungere i risultati migliori è il volley maschile, con una squadra, la Trentino Diatec, che nel giro di sette stagioni si è aggiudicata tre scudetti, due Supercoppe italiane, tre Coppe Italia, tre titoli europei e quattro titoli mondiali. Ma il presidente Diego Mosna – sponsor e imprenditore, con una holding che produce supporti per la stampa digitale e che dalla sede di Cles ha allargato la produzione a Francia, Svizzera, Germania e Usa – va ugualmente orgoglioso dei sei campionati vinti a livello giovanile. E del fatto che il vivaio (ripetutamente premiato dalla federazione con il "certificato di qualità") ha prodotto, tra gli altri, lo schiacciatore Filippo Lanza, ora titolare anche in azzurro.
Al termine della scorsa stagione, conclusa con lo scudetto, hanno preso la via della Turchia quattro giocatori del sestetto base più l'allenatore Radostin Stoytchev. «In questo momento – spiega Mosna, che è anche presidente della Lega pallavolo maschile e consigliere provinciale – le sponsorizzazioni delle banche turche permettono ai loro club di avere risorse molto più alte delle nostre. A Trento, poi, è calato l'apporto degli sponsor e il budget annuale della società si è ridotto a meno di 3 milioni di euro, poco più della metà dell'anno scorso. Non potevamo permetterci di insistere su certi ingaggi, con il rischio di entrare in una zona finanziaria pericolosa. Ci siamo affidati al nostro giovane staff di tecnici (l'allenatore è Roberto Serniotti, ndr) e per ora le cose vanno bene: abbiamo vinto la Supercoppa italiana, al mondiale siamo arrivati terzi e in campionato siamo vicini al vertice. Il pubblico al PalaTrento è diminuito di un 10 per cento, rispetto alla media, molto alta, di 3.400 spettatori a partita. Ma ora, grazie ai risultati, stiamo recuperando».
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