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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2013 alle ore 17:43.
L'ultima modifica è del 07 dicembre 2013 alle ore 18:55.

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Sono entrati in azione il 3 dicembre presso il contingente di caschi blu in Congo (Monusco) i velivoli teleguidati Falco ordinati nell'agosto scorso dalle Nazioni Unite a Selex Es, società del gruppo Finmeccanica. Il contratto, per un importo di 50 milioni di dollari, è stato siglato dalla società italiana e dal Segretariato delle Nazioni Unite per la fornitura e la gestione di un servizio aereo senza pilota costituito da cinque velivoli teleguidati Falco, una stazione di controllo a terra, un terminale di gestione dei dati, elementi per il supporto tecnico e logistico e capacità di analisi dei dati raccolti.

I velivoli, disarmati, hanno iniziato a sorvegliare il territorio orientale raccogliendo immagini e informazioni sulle milizie ribelli attive nella turbolenta regione al confine con il Ruanda. Dei 5 velivoli acquisiti dall'Onu due sono al momento operativi sulla base di Goma. Il responsabile del Dipartimento del Peacekeeping del Palazzo di Vetro, il francese Hervé Ladsous, ha detto che i cinque droni saranno «uno strumento essenziale» nel piano della missione di mantenimento della pace ora che i ribelli del M23 sono stati neutralizzati. Tra gli altri gruppi che minacciano la sicurezza della regione ci sono le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (Fdlr) organizzate da estremisti Hutu che nel 1994 presero parte al genocidio in Ruanda per poi fuggire in Congo.

La nuova unità di caschi blu denominata Force Intervention Brigade, composta da 3 mila militari di Sud Africa, Tanzania e Malawi, ha il compito di condurre azioni offensive contro i ribelli, missioni in cui la disponibilità di droni consente di muo9versi con maggiore sicurezza evitando sorprese e imboscate.

«I velivoli senza equipaggio saranno uno degli strumenti disponibili per monitorare le attività di gruppi armati e il movimento di civili poiché abbiamo bisogno di avere un quadro più preciso di quanto sta succedendo», ha aggiunto Ladsous ricordando che se avranno successo nella Repubblica Democratica del Congo potrebbero essere utilizzati anche in altre missioni di pace dell'Onu. La necessità di tenere sotto stretta sorveglianza ampie aree con un limitato numero di truppe rende i Falco adatti a operazioni internazionali come quelle in atto in Malì o Somalia. Il drone italiano presenta costi di gestione limitati e gestibili anche dai bilanci delle operazioni di peacekeeping dell'Onu.

«Useremo queste macchine nella convinzione del loro forte effetto deterrente». Gli aerei senza pilota - aveva ricordato la scorsa settimana il portavoce dell'Onu Martin Nesirsky - sono prodotti da Selex Es (gruppo Finmeccanica): il modello "Falco" scelto la scorsa estate per la missione Monusco ha un raggio di azione di 250 km, autonomia di volo di almeno 12 ore, sensori che consentono una visione attraverso la vegetazione e in grado di individuare, di giorno e di notte, veicoli e persone a notevole distanza. I velivoli sono stati trasportati smontati dall'Italia al Congo con i C-130J dell'Aeronautica Militare italiana giungendo a Goma il 15 novembre.

La missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo dispone di 21.500 caschi blu di 52 Paesi tra i quali 19.500 mila militari, 500 osservatori e 1.500 poliziotti ed è la più grande operazione Onu in atto. I Falco sono stati finora venduti al Pakistan e ad altri due clienti non specificati uno dei quali in Medio Oriente.
Il Falco viene fornito in "pacchetti" che includono una serie di servizi di supporto operativo e logistico che includono l'addestramento ai piloti e agli operatori e i simulatori Battlelab per lo sviluppo di Conops (concetti operativi di impiego –Concept of Operations). Gli strumenti imbarcati includono il radar a scansione elettronica e le torrette con i sistemi elettro-ottici che permettono al Falco di eseguire una vasta gamma di operazioni 24 ore su 24 in ogni condizione meteo. Il sistema possiede una catapulta di lancio, capacità totalmente automatiche di decollo e atterraggio su piste semi preparate, navigazione diurna e notturna. È inoltre dotato di una stazione di controllo a terra rispondente ai requisiti Nato che consente la pianificazione, la modifica della missione in volo in tempo reale e l'utilizzo dei dati acquisiti durante la missione.

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