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Questo articolo è stato pubblicato il 09 dicembre 2013 alle ore 11:28.

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Una figura di ordine pubblico con una marcata specializzazione nella tutela dei beni culturali e un funzionario ministeriale. Questo il tandem sul quale alla fine la presidenza del Consiglio dei ministri e il Mibac hanno trovato la quadra per il nuovo corso di Pompei: direttore generale di progetto sarà il generale dei carabinieri Giovanni Nistri che, tra il 2007 e il 2010, ha guidato il Nucleo per la tutela del patrimonio culturale dell'Arma; accanto a lui in qualità di vice Fabrizio Magani, già dg dei Beni culturali in Abruzzo.

Il primo è una sorpresa assoluta, il secondo un nome atteso negli estenuanti due mesi di dibattito che hanno fatto seguito alla conversione in Legge del Dl «Valore Cultura». Questo, insomma, l'equilibrio cui si è giunti dopo l'aspro confronto tra il premier Enrico Letta e il ministro dei Beni culturali Massimo Bray. Nistri, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «si è distinto nei compiti di responsabile di uno dei più prestigiosi e riconosciuti nuclei di tutela del patrimonio storico artistico del nostro Paese, dimostrando sensibilità e determinazione nel contrasto delle forme di illegalità dei beni culturali, contribuendo a dare al nucleo una rilevanza internazionale».

Magani ha coordinato il piano di restauro del centro storico dell'Aquila colpito dal terremoto del 2009 «gestendo con puntualità i progetti del ministero che hanno come scopo principale quello di restituire i beni culturali della città ai suoi abitanti». Direttore e vicedirettore lavoreranno «con l'impegno di mettere in sicurezza e riqualificare uno dei siti archeologici più importanti del mondo - si legge ancora nella nota - insieme agli enti locali, le associazioni, le università e il Gruppo di lavoro per la legalità e la sicurezza del Progetto Pompei, e per trasformare l'area in uno dei poli di attrazione di punta del turismo italiano».

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