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Questo articolo è stato pubblicato il 15 dicembre 2013 alle ore 13:14.
L'ultima modifica è del 15 dicembre 2013 alle ore 18:58.

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«Con Letta avrò relazioni corrette, uccideremo i retroscenisti». Con queste parole Matteo Renzi (completo blu, camicia bianca e cravatta blu, ai piedi un paio di mocassini marroni), proclamato ufficialmente segretario del Pd, ha iniziato il suo discorso di insediamento davanti all'assemblea nazionale del Pd a Milano. Un'assemblea che registra anche la nomina per acclamazione di Gianni Cuperlo alla presidenza. E di due vicepresidenti: Sandra Zampa (ex portavoce di Prodi) e Matteo Ricci (renziano, presidente della provincia di Pesaro-Urbino). La relazione di Renzi è incentrata su un «patto di governo alla tedesca» e tre punti cardine: pacchetto lavoro, riforma elettorale e tagli ai costi della politica. Con una sfida a Grillo: il Pd è disposto a rinunciare subito ai rimborsi elettorali se il M5S si impegna a votare per l'abolizione del Senato elettivo e una nuova legge elettorale di impostazione maggioritaria. Un discorso accolto con soddisfazione dal premier Letta, intervenuto in apertura dei lavori dell'assemblea: «Bene la sfida a Grillo, bene la spinta a fare presto sulle riforme, benissimo l'impegno sul semestre Ue. È la dimostrazione che il Pd può ergersi a motore del nuovo inizio del governo. Uniti siamo imbattibili».

Renzi a Grillo: stop Pd a rimborsi se ti impegni su riforme
«In modo provocatorio Grillo ci chiede di rinunciare ai 40 milioni di rimborsi. Io dico: "Beppe firma qua" (e lancia l'hashtag, #beppefirmaqui, ndr). Hai 160 parlamentari decisivi per fare le riforme. Io sono disponibile a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu ti impegni per superare il Senato, abolire le Province e su una nuova legge elettorale». Renzi incalza così Grillo e lo sfida: «Ci stai a giocare in modo pulito e trasparente? Se sei disponibile, il Pd è davanti a te e non dietro». E ancora: «Se ci stai, si fa. Se noi ci stai, sei per l'ennesima volta un chiacchierone e l'espressione buffone vale per te».

Grillo: «Renzie caccia la grana», nessun accordo, al voto col Mattarellum
A stretto giro la risposta di Grillo che chiude su tutta la linea: «Renzie aveva annunciato una "sorpresina" - scrive sul blog il leader del M5s -. C'è stata invece solo una scoreggina. I rimborsi elettorali vanno restituiti agli italiani, non a Grillo. Sono soldi che i partiti hanno incassato aggirando un referendum e che la stessa Corte dei Conti ha denunciato come non dovuti. Caccia la grana, Renzie, e cacciala tutta, non solo la seconda rata, anche la prima». E sulla legge elettorale rilancia: «Questo Parlamento di nominati dal Porcellum non ha la legittimità costituzionale, ma soprattutto morale, per fare una nuova legge elettorale. Si sciolga il Parlamento e si ritorni al voto con il Mattarellum. Sarà il prossimo Parlamento a fare la nuova legge elettorale». Anche i gruppi del M5s che respingono al mittente la proposta: «Renzi è tutto chiacchiere e marketing. Propone accordicchi da Prima repubblica, camuffati da slogan. È ridicolo su questo tema proporre un do ut des».

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