Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 19 dicembre 2013 alle ore 10:41.
L'ultima modifica è del 19 dicembre 2013 alle ore 18:56.

My24

L'impatto della Legge di stabilità sulla crescita del Pil per il 2014 sarà limitato, «tra lo 0,1% e lo 0,2%». Resta invariata al +0,7% la previsione di crescita per il 2014 e dell'1,2% per il 2105. Ma esiste uno scenario pessimista (se il credit crunch proseguirà e la debolezza dell'economia renderà necessaria una manovra di un punto di Pil) che vede nel 2014 il Pil salire solo dello 0,4% e nel 2015 registrare una crescita zero. Sono le stime del Centro studi di Confindustria.

Recessione finita ma danni di una guerra
«La profonda recessione, la seconda in 6 anni, è finita. I suoi effetti no», avverte il centro studi di Confindustria. Parlare di ripresa è «per molti versi improprio»; suona «derisorio». Il «Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale. I danni sono paragonabili «solo con quelli di una guerra».

Raddoppiati i poveri, con crisi persi 1,8 milioni di posti di lavoro
«Le persone a cui manca il lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni». È il bilancio di sei anni di crisi del centro studi di Confindustria. «Le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media l'anno. Non solo. Rispetto al 2007 il Pil totale è diminuito del 9,1% e quello pro-capite dell'11,5%, cioè di 2.900 euro a testa, tornando ai valori del 1996. La produzione industriale è scesa in termini fisici del 24,6%, ai livelli del 1986. E dall'inizio della crisi (fine 2007) si sono persi 1 milione e 810 mila Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno).

Impatto legge stabilità su Pil molto modesto: tra lo 0,1 e lo 0,2%
In questo scenario l'impatto sulla crescita della Legge di Stabilità all'esame del Parlamento sarà «molto piccolo», dello «0,1 o 0,2» punti sul Pil del 2014. Lo indica il direttore del centro Studi di Confindustria, Luca Paolazzi. La legge di Stabilità rappresenta perciò «un'occasione mancata». L'intervento principale proposto è «quello sul cuneo fiscale», ma «le risorse stanziate non sono in grado di incidere significativamente», conclude il Csc.

Pil 2013 -1,8%, invariata attesa crescita 2014: +0,7%. Nel 2015 +1,2%
Il 2013, del resto, si chiuderà peggio delle attese, stima il centro studi di Confindustria, che ha rivisto dal -1,6% al -1,8%. Resta invariata al +0,7% la previsione di crescita per il 2014. Mentre gli economisti di via dell'Astronomia nella prima stima sul 2015 prevedono una crescita dell'1,2%.

Con scenario negativo Pil 2014 +0,4% e crescita zero nel 2015
Sulla ripresa economica soffiano però «venti contrari». Se il credit crunch proseguirà nel 2015, la debolezza dell'economia renderà necessaria una manovra di un punto di Pil e lo spread non si restringe, avverte il CsC, «nel 2014 il Pil salirà solo dello 0,4% e nel 2015 si avrà una crescita zero». E' questo lo scenario più negativo per l'economia italiana simulato dal Centro Studi di Confindustria negli ultimi Scenari economici. «Questa simulazione - hanno spiegato gli economisti di viale dell'Astronomia - tutt'altro che astratta e ben presente a molti analisti di banche d'investimento internazionali, suggerisce che occorre rimuovere ogni causa interna di turbolenza e incertezza e prendere rapidamente decisioni che elevino il Paese su un più alto sentiero di crescita».

Riforme possono valere un punto di Pil
Per invertire il trend e far ripartire l'economia occorre una massiccia dose di riforme. «Si può accelerare il ritmo dell'economia con le riforme: secondo uno studio dell'Fmi, se pienamente attuati, gli interventi varati nel 2011 e 2012 possono elevare di un punto di Pil percentuale la crescita dell'Italia», si legge nel rapporto del Centro Studi di Confindustria.

Pressione fiscale scende sotto 44% in 2015
La pressione fiscale intanto resta molto elevata. Sale al 44,3% del Pil nel 2013 e al 44,2% nel 2014, per poi scendere al 43,9% solo nel 2015.

Deficit al 2,7% nel 2014 e 2,4% nel 2015
Il Centro studi di Confindustria stima poi una riduzione del rapporto deficit Pil per il 2014 ed il 2015 rispettivamente al 2,7% e al 2,4% (dopo il 3% nel 2012 e nel 2013). Un deficit per i prossimi due anni però «sensibilmente più elevato di quanto indicato dal governo».

Disoccupazione stabile oltre 12% fino 2015
Rivisto in leggero rialzo il tasso di disoccupazione del 2013, dal 12,1% stimato a settembre al 12,2% indicato nelle previsioni diffuse oggi. Il tasso di disoccupazione comunque resta stabile oltre il 12% anche nel 2014 (12,3%) e nel 2015 (12,2%). Il tasso di occupazione è rimasto fermo nella seconda metà del 2013 ma ripartirà dal 2014 (per l'anno prossimo il Centro studi di Confindustria prevede un +0,1%, per il 2015 un +0,5%).

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi