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Questo articolo è stato pubblicato il 06 gennaio 2014 alle ore 21:29.
L'ultima modifica è del 06 gennaio 2014 alle ore 22:00.

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Matteo Salvini (LaPresse)Matteo Salvini (LaPresse)

Tutta colpa di un tweet. Non c'è nessuna apertura della Lega sul fronte della legalizzazione della cannabis. «Nell'agenda della Lega non c'é la discussione su un'eventuale legalizzazione o meno della cannabis», ha chiarito il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini. «È giusto discutere senza pregiudizi su tutto - ha detto - ma la nostra posizione politica é concentrata su altri temi: il lavoro e l'indipendenza del Nord».

Battaglia 2014? Semmai legalizzare la prostituzione
«Se, nel 2014, faremo una battaglia per legalizzare qualcosa sarà semmai la prostituzione: non abbiamo alcuna intenzione di batterci per legalizzare le droghe, leggere o pesanti che siano». Poi un attacco al Pd.«È un dibattito che vedo bene in bocca a Matteo Renzi», ha chiuso.

Tutto nasce da un tweet di Fava
Ad aprire la discussione era stato l'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava, con un tweet: «Credo valga la pena cominciare a parlarne seriamente. Il proibizionismo ha fallito». A sorpresa, la frase era stata subito ritwittata dall'ex segretario e governatore lombardo, Roberto Maroni, dando adito a commenti pepati su un cambio di posizione da parte di un partito che, nel 2006, contribuì all'approvazione della legge Fini-Giovanardi.

Un collaboratore del governatore ha ritwittato «per errore »
La precisazione del governatore della Lombardia arriva via tweet. «Un mio collaboratore ha per errore ritwittato Fava su antiproibizionismo. Giusto discutere di tutto, ma non condivido questa apertura».

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