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Questo articolo è stato pubblicato il 07 gennaio 2014 alle ore 08:22.

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È stata una giornata campale quella di ieri in Sardegna in vista delle elezioni regionali del 16 febbraio. Mentre il Pd e gli alleati del centrosinistra si ricompattano attorno al nome del nuovo candidato governatore - l'economista sassarese Francesco Pigliaru, votato all'unanimità dalla direzione regionale Pd, riunita a Oristano - "sparisce" il primo partito nell'isola: il Movimento 5 Stelle, risultato il più votato alle ultime politiche con oltre il 28%, non parteciperà, infatti, alla tornata elettorale sarda.
Il motivo? Troppe discussioni e troppe polemiche negli ultimi mesi per la scelta delle liste e del nome del candidato alla presidenza, e così Beppe Grillo non ha concesso l'utilizzo del simbolo.

Nel centrosinistra invece, dopo la rinuncia di Francesca Barracciu, è tornato il sereno. L'europarlamentare del Pd, dopo il pressing degli alleati e di parte del partito poiché indagata per lo scandalo dei fondi ai gruppi del Consiglio regionale, aveva fatto un passo indietro e ora lascia spazio a Pigliaru, che ha già avuto un'esperienza diretta in politica nel 2004, quando fu chiamato dall'allora presidente della Regione, Renato Soru, a ricoprire la carica di assessore del Bilancio.

Oltre a Pigliaru e al presidente uscente Cappellacci (Forza Italia), sono candidati anche la scrittrice Michela Murgia con la coalizione Sardegna Possibile, il deputato ed ex presidente della Regione, Mauro Pili (ex Pdl, ora leader di Unidos), gli indipendentisti di Meris e Fronte Unidu Indipendentista, rispettivamente Cristina Puddu e Pier Franco Devias, e Gigi Sanna del Movimento Zona Franca.

In totale sono 34 i simboli in corsa per le elezioni regionali del 16 febbraio. Il rush finale, dalle 13 in poi, ha visto la presentazione dei simboli di Gentes, Comunidades, Amministratori socialisti sardi, Irs, Irs Sardigna libera, Soberanistas indipendentistas Sardigna, Insieme per le autonomie, Fronte unidu indipendentista, Unidos, Mauro Pili presidente, Partito socialista. In extremis, alle 20 in punto, sono riuscite a perfezionare il deposito del contrassegno anche due liste civiche: una è chiamata Nuovo Movimento Sardegna e raffigura la regione con cinque asterischi gialli. Una lista "misteriosa": promotori e programma saranno svelati nelle prossime ore, ma c'è una somiglianza con le 5 Stelle del Movimento di Beppe Grillo, che, come detto, non si presenterà alle elezioni sarde. La trentatreesima lista, invece, si chiama Onestà e progresso: parteciperà alle regionali con un proprio candidato presidente.

I simboli di ieri sera vanno ad aggiungersi a quelli di Movimento Zona franca, Forza Italia, La base, Fortza Paris, Rossomori, Soberania, Udc, Partito dei sardi, Zona franca Randaccio, Psd'Az, Riformatori, Italia dei valori Verdi, Unione popolare cristiana, Centro democratico, Uds, Meris, Progres, Fratelli d'Italia, Pd, Sel, Rifondazione-Comunisti italiani.

Ora la prossima corsa riguarda la presentazione delle liste, da domenica 12 gennaio fino alle ore 20 di lunedì 13. Nel frattempo, però, molti partiti e movimenti dovranno raccogliere le firme.


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