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Questo articolo è stato pubblicato il 13 gennaio 2014 alle ore 11:05.
L'ultima modifica è del 13 gennaio 2014 alle ore 11:13.

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Stefano Esposito (Ansa)Stefano Esposito (Ansa)

Bottiglie incendiarie sul pianerottolo di casa del senatore Pd Stefano Esposito. Le ha trovate questa mattina a Torino lo stesso vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, noto per le sue posizioni a favore della Tav. Con le bottiglie incendiarie - tre secondo quanto si è appreso - anche un biglietto nel quale si fa riferimento a un incontro privato che Esposito ha avuto nei giorni scorsi. Sul posto sta intervenendo la Digos.

Nei giorni scorsi una bottiglia incendiaria è comparsa davanti al circolo Pd di Rivalta. E lo scorso 16 dicembre una bomba carta è stata fatta esplodere davanti ala sede del partito - la stessa che ospita anche gli uffici della Cgil - a Settimo Torinese.

Già in passato il senatore Esposito è stato oggetto di minacce per il suo impegno a favore della Torino-Lione. Le bottiglie incendiarie erano sull'uscio di casa, dentro un sacchetto della spazzatura. «Torna in prefettura, altrimenti farai bum bum ora che non c'è più il procuratore Caselli a proteggerti», è un passaggio del biglietto intimidatorio, nel quale ci sarebbero minacce anche ad altri esponenti politici. Non ci sarebbe però alcuna rivendicazione. Gli investigatori hanno sequestrato i filmati delle telecamere della zona.

Le reazioni
«È con grande preoccupazione che commentiamo l'ennesimo atto intimidatorio contro l'onorevole Esposito. Gesto che non abbiamo paura di definire terroristico perché è quello il fine che si prefigge». Così Pietro Di Lorenzo, Segretario generale provinciale del Siap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato.
Il Siap ricorda «le coraggiose prese di posizione di Esposito in difesa, senza se e senza ma, delle forze di Polizia, delle maestranze, delle ditte e delle Istituzioni sotto continua minaccia dell'ala violenta del movimento No tav».
«Ci sembra doveroso - conclude Di Lorenzo - cogliere l'occasione per rivolgere un appello a tutta la classe politica e intellettuale tra cui c'è chi, troppo spesso, giustifica tali gesti e si scaglia continuamente contro le forze di Polizia ma anche chi è stato fisicamente in prima linea in occasioni violente dimostrando, così, un assoluto spregio dello Stato e delle sue Istituzioni».

«Non abbassiamo la guardia e non minimizziamo di fronte ad episodi cosi gravi»: lo dichiara Antonio Ferrentino, sindaco di Sant'Antonino di Susa, consigliere provinciale e a fianco di Esposito nelle battaglie pro Tav. Quella di lasciare davanti alla casa di Esposito tre molotov è l' ennesimo «episodio di grave intimidazione nei confronti del senatore», ricorda Ferrentino, che esprime la sua vicinanza e lancia l'appello a non lasciare «solo chi è più esposto».

«I soliti delinquenti hanno dimostrato di aver fatto un salto di qualità: non si limitano più ad azioni dimostrative ma hanno messo in piedi una vera e propria macchina organizzata capace di seguire il Senatore Esposito. A lui, oltre ovviamente alla solidarietà, va un messaggio di incoraggiamento a continuare questa battaglia di legalità e giustizia». Così Raffaele Bianco, vicepresidente del Pd di Torino, commenta l'atto intimidatorio nei confronti del vicepresidente della Commissione Trasporti.
Secondo Bianco, quello di Esposito «prima ancora di essere un impegno per le infrastrutture è una lotta per la legalità che tutti noi, sia del Pd che degli altri partiti politici, dobbiamo portare avanti».

La pericolosa insistenza con cui l'onorevole Stefano Esposito viene preso di mira da atti di minaccia non è tollerabile». Lo ha dichiarato il sindaco di Torino, Piero Fassino, che auspica che «le indagini portino a scoprire i responsabili al più presto, per la incolumità» di Esposito «e per la prevalenza delle ragioni del dialogo».

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