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Questo articolo è stato pubblicato il 22 gennaio 2014 alle ore 08:35.
L'ultima modifica è del 22 gennaio 2014 alle ore 08:47.

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Dalle 7 di questa mattina fino all'intera giornata di sabato occhi puntati su Davos, la cittadina svizzera che come ogni anno ospita il World Economic Forum, con i maggiori rappresentanti dell'economia, della politica e della finanza planetaria, circa 2.500 partecipanti. A differenza degli anni precedenti, quest'anno le discussioni partono da una valutazione largamente condivisa sull'esistenza di una ripresa economica sia negli Stati Uniti che in Europa. Il Fondo Monetario internazionale ha rivelato ieri le sue previsioni di crescita per il pil mondiale nel 2014, che si attestano al 3,7% (+0,1 rispetto alle precedenti previsioni), pur sottolineando "la fragilità della ripresa".

I temi sul tavolo
Molti i temi che saranno affrontati dai leader di tutto il mondo, dalla politica economica giapponese del premier Shinzo Abe, alla crescita dalla popolazione africana fino alle sfide e ai rischi della digitalizzazione, nonché ai costi dello stress da lavoro.
A Davos sarà presente anche il presidente iraniano Hassan Rohani che parlerà domattina sul futuro ruolo dell'Iran nel mondo. Poche ore dopo a prendere la parola sarà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che punterà il dito contro l'accordo raggiunto a Ginevra il 24 novembre scorso tra il Gruppo 5+1 e Teheran. Il segretario di stato americano John Kerry sarà a Davos venerdì, dopo aver partecipato alla conferenza di pace sulla Siria a Montreux, non distante da Davos.

Crescita e povertà
Davos è comunque già pronta per parlare di crescita e di povertà. Uno studio presentato nei giorni scorsi dal Wef infatti parla proprio della minaccia mondiale rappresentata dal crescente divario fra fasce ricche e povere della popolazione. E il direttore del Fmi Christine Lagarde pochi giorni fa aveva ricordato in un'intervista al Financial Times che la disuguaglianza dei redditi è una minaccia per l'economia globale. Inoltre il premier giapponese Shinzo Abe arriva a Davos con un messaggio per le aziende nipponiche, ovvero aumentare i salari. In tutto, per discutere del futuro mondiale, tra crisi e crescita, ricchezza e povertà, guerre e accordi di pace, ambiente, ecosostenibilità ed energia, arriveranno circa 40 capi di stato e di governo.

Le misure di sicurezza
Il resort è stato completamente presidiato dalla polizia svizzera che quest'anno ha dovuto affrontare una doppia sfida, blindare contemporaneamente due città nel paese per un numero record di persone da proteggere. Lo spazio aereo sarà sorvegliato quasi su tutto il territorio svizzero con degli aerei da combattimento Tiger. Oltre a questi sul terreno ci saranno 3mila militari che hanno aiutato l'installazione nei giorni precedenti di 662 barriere per un tracciato di 24 chilometri. La lista dei partecipanti è infatti lunghissima: oltre ai rappresentanti degli stati ci sono circa 1.500 tra imprenditori, accademici, leader spirituali, esponenti del mondo della cultura e dei media.

I partecipanti
L'Italia si presenta in forze, non è stata confermata la presenza del premier Enrico Letta, ma oltre al ministro degli esteri Emma Bonino ci saranno sicuramente il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni e il sindaco di Roma Ignazio Marino che ieri ha annunciato che per lui Davos sarà un'occasione per trovare sponsor per la Capitale.

Al Forum, quest'anno intitolato "The reshaping of the world: consequences for society, politics and business" non mancheranno poi il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, e il presidente della Bce Mario Draghi, che si uniranno alla lunga lista di rappresentanti di istituzioni internazionali, tra cui l'immancabile presidente del Fmi Christinne Lagarde, il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon e il segretario generale dell'Ocse, Angule Gurria. Nella compagine italiana a Davos ci sono anche numerosi impreditori e manager come il presidente e l'ad di Eni Giuseppe Recchi e Paolo Scaroni, l'ad di Generali Mario Greco, l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni e i rappresentanti di Geox, Sace, Illy e Ariston.

Il messaggio del papa
Un messaggio è arrivato anche da papa Francesco: «Vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell'umanità e non la governi», ha detto il Pontefice in un messaggio inviato al Forum. La «crescita» deve essere in «equità» e, ha aggiunto, «richiede decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze».

La conferenza di pace sulla Siria
Dietro al palcoscenico dell'esclusiva stazione sciistica nei Grigioni c'e anche la Siria e l'attesissima riunione di Ginevra 2 a Montreux, dall'altra parte della Svizzera ma che si apre oggi, contemporaneamente ai lavori di Davos, e l'appuntamento annuale del gotha mondiale della politica e della finanza planetaria è destinato a fare almeno da contraltare agli sforzi diplomatici dell'Occidente per risolvere il conflitto.

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