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Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2014 alle ore 09:47.
L'ultima modifica è del 30 gennaio 2014 alle ore 19:41.

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Sul provvedimento per il rientro dei capitali, pubblicato questa notte in Gazzetta Ufficiale, Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate intervenuto a Telefisco 2014, assicura che i funzionari sono pronti: «È previsto un rafforzamento delle strutture dell'Agenzia per fa fronte a questi impegni. Abbiamo segnali importanti di voglia di rientrare. La prossima settimana metteremo online i modelli, saranno molto ampi e prevedono la possibilità di aderire sia per i contribuenti che hanno solo un investimento sia per quelli che hanno più investimenti». E aggiunge: «Non credo si possa discutere su eventuali sconti. Il tema dell'evasione internazionale è in profonda modifica. Va combattuta seriamente. Ha effetti anche da un punto di vista politico, è un limite alla democrazia. Questa sovrannazionalità del movimento di capitali limita la capacità fiscale e decisionale dei Paesi».

Lo ha dichiarato Befera a Telefisco, convegno annuale del Sole 24 Ore alla sua 23° edizione, sulle novità tributarie. Telefisco si è svolto in collegamento con 110 affollate sedi territoriali e che può essere seguito anche a pagamento in diretta straming dal sito internet del Sole 24 Ore. È stata l'occasione per passare in rassegna tutte le principali novità tributarie del 2014 con cui professionisti e imprese dovranno fare i conti, e stanno già facendo i conti, in queste prime ore dell'anno. Sul rientro dei capitali Befera afferma convinto: «Il costo non é piccolissimo, non si é voluto introdurre alcuna forma di condono. Il rientro dei capitali ci sarà e sarà importante anche se i costi sono quelli ordinari».

Guarda e ascolta l'intervento di Attilio Befera a Telefisco 2014

E sul Redditometro ha aggiunto: «Siamo pronti, a breve emaneremo la direttiva». Parlando a Telefisco 2014, Befera ha precisato: «Non partiremo - ha aggiunto - con un numero esagerato di controlli, li limiteremo ai casi più importanti e significativi, quelli in cui il gap tra reddito dichiarato ed effettivo sarà più importante. Faremo insomma una pre-selezione. Intendiamo partire con il piede giusto. Abbiamo fatto degli importanti corsi di formazione ai nostri uomini per il contraddittorio con il contribuente che deve essere ispirato al massimo al rapporto di reciproca fiducia. Se ci sono ipotesi di errore, abbiamo detto ai nostri operatori di bloccare subito tutto. Anche "l'ottimo" approfondimento da parte dell'Autorità della Privacy comporterà un miglioramento della qualità dello strumento e probabilmente una diminuzione del contenzioso».

A Telefisco Attilio Befera è intervenuto anche sul tema dell'eccessiva burocrazia, che frena e ostacola ogni giorno imprese e operatori: «C'è un grosso spazio di semplificazione nella delega fiscale - ha dichiarato il direttore delle Entrate -. La delega andrà in Aula a brevissimo. Le modifiche apportate finora sono limitate e mi auguro che la Camera approvi velocemente il provvedimento, inmodo da far partire velocemente quell'anno di attuazione che intendiamo sfruttare al massimo, al di là della riforma del Catasto che richiederà un ulteriore provvedimento».

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Il direttore dell'Agenzia delle Entrate è interventuo anche sulla cronaca, commentando l'operazione della Fiat, oggi Fca, che ha deciso di aprire la sede legale in Olanda e quella fiscale a Londra: «Dal punto di vista fiscale non posso impedire alla Fiat di fare delle scelte "societarie" che sono economicamente convenienti per loro. Verificheremo il pieno rispetto delle leggi fiscali italiane». E poi ha aggiunto: «Non sono una persona che può giudicare, applico la legge», ha aggiunto Befera sottolineando che «siccome c'è libera circolazione di capitali e dei beni e servizi, è un fatto normale su cui il fisco non può intervenire se non attraverso le regole di legge». In merito al pagamento delle tasse nel Paese da parte di Fiat, Befera ha spiegato che se «dopo il trasferimento della sede avrà delle stabili organizzazioni e delle società in Italia, queste ultime pagheranno le tasse in Italia».

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, interrogato dai giornalisti del Sole 24 Ore sull'eccessiva paura dei controlli fiscali da parte degli italiani: «Mi lasci sfatare una leggenda metropolitana: i nostri funzionari non hanno un premio per la caccia agli evasori - ha detto Attilio Befera - non è mai esistito. Questa credenza nasce da una considerazione: le modalità di calcolo delle somme che l'Agenzia delle Entratre ogni anno prende dal ministero, anche per gli incentivi al personale ma non solo, sono basate sulla quantità di imposte definitivamente incassate. Ma le modalità di calcolo degli incentivi al personale vengono pagati secondo indicatori di qualità che sono pubblici e non riguardano solo la caccia all'evasione, ma anche l'attività di assistenza agli sportelli e i servizi telematici. Certamente, poi, che i nostri uomini abbiano dei budget in base al numero delle operazioni svolte è ovvio, ma in qualsiasi azienda si danno degli obiettivi numerici a chi opera. Questi obiettivi però sono concordati con gli uffici interni, sono variegati e vengono stabiliti in base alle risorse disponibili ma non solo. Quest'anno, ad esempio, abbiamo dato un obiettivo forte ai rimborsi di imposta per accelerare i rimborsi e le tasse. Ma non c'è un premio per la caccia all'evasione».

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