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Questo articolo è stato pubblicato il 16 febbraio 2014 alle ore 14:03.
L'ultima modifica è del 16 febbraio 2014 alle ore 14:05.

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Se la Scozia dovesse votare per l'indipendenza dal Regno Unito nel referendum previsto per il settembre prossimo, sarebbe comunque pressoché impossibile la sua adesione all'Ue. Lo ha chiarito il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, in un'intervista alla Bbc. «Sarebbe difficile, se non impossibile» l'ingresso della Scozia nell'Unione, ha detto il numero uno dell'esecutivo di Bruxelles, a proposito delle aspirazioni del primo ministro scozzese Alex Salmond, che ne ha fatto un punto centrale nel suo programma per l'indipendenza.

«Nel caso di un nuovo Stato che nasca da un attuale Paese membro - ha spiegato Barroso - dovrà fare richiesta e, cosa molto importante, la domanda di adesione e l'adesione all'Unione Europea deve essere approvata da tutti gli altri Paesi membri». Dunque, ha messo in guardia il presidente della Commissione immaginando quale sarà la posizione in proposito del Regno Unito, «sarà estremamente difficile ottenere l'approvazione di tutti i Paesi membri per avere un nuovo Stato che nasce da un altro».

Barroso ha ricordato per esempio l'opposizione della Spagna, negli anni scorsi, al riconoscimento del Kosovo, dopo la dichiarazione d'indipendenza dalla Serbia. «In un certo senso è un caso simile, perché è un nuovo Paese e dunque io credo che sarà estremamente difficile, se non impossibile».

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