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Questo articolo è stato pubblicato il 20 febbraio 2014 alle ore 17:03.

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(Afp)(Afp)

Un'inchiesta per disastro colposo a carico dei vertici dell'Agusta Westland – Gruppo Finmeccanica – per la presenza di amianto a bordo degli elicotteri in uso alle Forze dell'ordine. L'indagine, che coinvolge secondo quanto emerso dalla Procura di Torino, una dozzina di dirigenti ai vertici del Gruppo a partire dagli Anni Novanta. L'indagine è curata dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello, coordinatore del gruppo di lavoro della Procura che ha seguito il processo Eternit e le altre inchieste sulle morti da amianto in capo alla Procura di Torino. Tra i rilievi mossi dalla Procura ci sarebbe il fatto che l'azienda non avrebbe informato in modo completo e tempestivo le forze armate della presenza sugli elicotteri in uso di componenti in amianto nella componentistica dei mezzi, un elemento di pericolo emerso soprattutto in fase di manutenzione dei velivoli. Solo dopo l'avvio delle indagini, l'azienda avrebbe diffuso un elenco dettagliato delle parti contenenti amianto.

Di questo problema Guariniello aveva parlato l'estate scorsa, facendo riferimento a casi importanti di mesotelioma. «Ci siamo mossi come sindacato di polizia – spiega Nicola Rossiello, coordinatore nazionale di Silp-Cgil – per attivare un percorso di vigilanza a tutela della salute dei lavoratori. Stiamo cercando di capire quali rischi reali esistano, ma non abbiamo ancora ottenuto delle risposte. Il problema è che la presenza di amianto interesserebbe componenti come i collettori, le guarnizioni, le pastiglie per i freni dei rotori, con eventuali rischi connessi anche alle procedure di manutenzione dei mezzi».

Il Comando nazionale della Guardia di Finanza ha comunicato circa un mese fa il blocco cautelativo di due laboratori – poi tornati regolarmente in funzione – e di alcuni elicotteri, 5, della flotta su cui sono in corso dei controlli cautelativi e sono in fase di «rimessa in efficienza». La Difesa, dal canto suo, continua il programma di manutenzione e di ricambio dei pezzi potenzialmente pericolosi a bordo dei mezzi, perché magari montati sui veliveli nel periodo precedente alla messa al bando dell'amianto.

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