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Questo articolo è stato pubblicato il 04 marzo 2014 alle ore 07:11.
L'ultima modifica è del 04 marzo 2014 alle ore 07:37.

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(Corbis)(Corbis)

Le riforme strutturali stanno cambiando la faccia del paese mediterraneo che, non a caso, ha messo a segno il primo surplus primario di bilancio e il primo avanzo delle partite correnti dal 1948. Non è solo un problema di austerity ma di miglior efficienza della macchina statale e del funzionamento dei ministeri, come quello strategico del turismo.

Dal prossimo 1° aprile, vale a dire primavera e autunno compresi, e non più solo nel periodo estivo, 33 dei 117 più importanti musei e siti archeologici greci statali apriranno le porte dal mattino alle 8 e chiuderanno alle 20 (con orario continuato senza fastidiosa "siesta" pomeridiana) tutti i giorni della settimana festivi compresi. Una vera e propria rivoluzione per il sonnacchioso mondo ellenico dove i sindacati di categoria, in passato sempre sulle barricate, hanno dato il via libera, dopo sette anni di recessione economica che ha ridotto del 25% il Pil del paese, all'iniziativa voluta dal ministero del turismo. Un'idea da imitare anche dall'Italia per utilizzare al meglio i siti archeologici e museali della Penisola.

Ma torniamo al cantiere greco. Atene stima di ricevere quest'anno oltre 18,5 milioni di turisti, cifra che dovrebbe superare il record del 2013. In base a queste previsioni il ministero della Cultura ellenico ha deciso di estendere l'orario di apertura dei principali musei e siti archeologici del Paese, come da anni suggerivano invano esperti del settore e la troika composta da Ue, Bce e Fmi nel tentativo di allungare la stagione turistica e gli incassi relativi, una manna per le esauste casse dell'erario ellenico.

L'iniziativa governativa tende a mantenere il calendario di apertura più lungo, sino alla fine di ottobre, per incrementare gli arrivi autunnali e utilizzare gli impianti al massimo. L'anno scorso sono stati 17,8 milioni i turisti arrivati in Grecia per le vacanze estive, circa 12 milioni dei quali, oltre alle spiagge e al mare cristallino delle isole, hanno visitato anche i siti archeologici e i musei. I 33 siti e musei selezionati per restare aperti più a lungo sono quelli che hanno registrato nel 2013 un'affluenza complessiva del 95% di visitatori: fra questi vi sono il Partenone ad Atene, l'antica città di Olimpia nel Peloponneso, il sito di Cnosso sull'isola di Creta, le Tombe reali di Vergina vicino Salonicco e gli scavi archeologici di Akrotiri sulla bellissima isola di Santorini.

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