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Questo articolo è stato pubblicato il 07 marzo 2014 alle ore 19:01.

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FRANCOFORTE – La Banca centrale europea, a lungo criticata per l'insufficiente presenza di figure femminili ai suoi vertici, ha deciso di celebrare l'8 marzo con la nomina di due donne, che vanno ad aggiungersi ad altre due, nel consiglio di vigilanza, che dal novembre prossimo avrà la responsabilità del controllo sulle banche dell'eurozona.

Le due prescelte, la finlandese Sirkka Hamalainen e la canadese Julie Dickson, sono state nominate dal consiglio direttivo della Bce di giovedì, insieme all'italiano Ignazio Angeloni. Entrambe sono ben conosciute nel mondo delle banche centrali: Hamalainen è stata per 5 anni, membro del comitato esecutivo della stessa Bce, prima donna a ricoprire l'incarico. Dickson è dal 2007 il capo della vigilanza sulle banche in Canada, un Paese noto per aver superato indenne, per quanto riguarda il sistema bancario, la crisi finanziaria globale degli ultimi anni. Arriverà a Francoforte a luglio, alla scadenza del suo incarico canadese.

Hamalainen e Dickson si aggiungono a un consiglio di vigilanza finora quasi tutto al femminile: la presidente è infatti la francese Danièle Nouy, già responsabile della vigilanza in Francia, e vicepresidente la tedesca Sabine Lautenschleger, appena sbarcata alla Bce, come membro del consisglio esecutivo, dalla Bundesbank, dove pure si occupava di banche. Altri due nomi insomma dalle credenziali impeccabili.

Non c'è dubbio tuttavia che la Bce abbia impresso di recente una spinta alle scelte di donne in posizione di alta responsabilità dopo le polemiche scoppiate lo scorso anno, quando il Parlamento europeo ha addirittura bloccato per diversi mesi la nomina a consigliere di Yves Mersch, per mostrare la sua insoddisfazione per l'assenza totale di donne fra i 23 membri del direttivo (Lautenschlaeger è arrivata solo quest'anno).

Anche se la scelta dei membri del consiglio direttivo dipende dai Governi dei Paesi membri e non dalla Bce stessa, l'Eurotower ha preso a cuore la questione di genere, adottando una politica per raddoppiare la percentuale di donne entro fine 2019 nelle posizioni di management (oggi il 18%) o di vertice (oggi 15%). Fra i direttori e i direttori generali solo tre sono donne: la responsabile della comunicazione Christine Graeff, e due italiane, il capo dei pagamenti e dell'infrastruttura di mercato Daniela Russo, e quello dell'ufficio legale (facente funzioni), Chiara Zilioli.

Per ora, la Bce resta lontana dalla percentuale di donne ai vertici della Bundesbank, (dove Lautenschlaeger è appena stata sostitutita, come vicepresidente, da un'altra donna, l'economista Claudia Buch), con il 21%, la Banca di Francia, con il 28%, e la Banca d'Inghilterra, dove, con il 44%, le donne hanno quasi raggiunto la parità.

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